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Cosa succederà alla TAV con Chiara Appendino sindaca?

Chiara Appendino, 32 anni e candidata del Movimento 5 Stelle, è il nuovo sindaco di Torino. La Appendino ha conquistato il 54,6% delle preferenze al ballottaggio ribaltando il risultato del primo turno che vedeva invece il sindaco uscente Piero Fassino in vantaggio di quasi dieci punti percentuali sulla pentastellata. A quanto pare la candidata del partito di Beppe Grillo è riuscita a convincere gran parte dell’elettorato “storico” del Centrosinistra cittadino e così dopo più di vent’anni ma non è di quel voto che vogliamo parlare oggi bensì di quello dei NO TAV.

Durante la festa sventolano le bandiere dei No tav

Difficile non accorgersi ieri della folta rappresentanza di esponenti del movimento contro il Treno ad Alta Velocità che ha scandito slogan come “giù le mani dalla Valsusa” tra un “Onestà-Onestà” e l’altro. La domanda del giorno è quindi: che fine farà il progetto TAV ora che a Torino c’è un nuovo sindaco? Ad inizio della campagna elettorale per le amministrative la posizione della neo-sindaco di Torino era molto netta: no alla TAV, lotta dura contro il progetto della Torino-Lione. Concetto ribadito anche durante il confronto a Sky con Fassino.

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I festeggiamenti ieri nella notte a Torino

Non per motivi ideologici, precisava Chiara Appendino, ma per pragmatismo in virtù del rapporto tra costi e benefici per la comunità. Il 12 giugno la Appendino annunciava che, qualora fosse stata eletta sindaco, Torino sarebbe uscita dall’Osservatorio tecnico sulla TAV, non immediatamente però. La Appendino infatti ha detto che

Da Sindaco andrò alla prima riunione per portare i dati e gli studi che dimostrano le ragioni del no a un’opera inutile e troppo costosa in un momento di scarsità di risorse e di povertà dilagante delle fasce più deboli. Chiederemo di usare quelle risorse per investire, ad esempio, nel trasporto pubblico locale (Tpl) e valutate le reazioni usciremo dall’Osservatorio

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In un’intervista rilasciata ad Avvenire il 15 giugno la Appendino ribadiva la sua posizione facendo però capire che come sindaco non avrebbe avuto la possibilità di fermare la costruzione del super-tunnel.

Quanto vi è di ideologico nel vostro no alla Tav?
Io sono contraria a quell’opera per ragioni economiche, perché la considero inutile e perché ritengo che quei miliardi potrebbero essere spesi meglio, ma è una posizione maturata attraverso la lettura di studi approfonditi e l’esame dei progetti presentati; in altre parole, non vi è nulla di ideologico, tant’è vero che mi la mia contrarietà e come sindaco so che non avrò la possibilità di fermare l’iter del progetto.

E così mentre i No Tav festeggiano l’elezione di una “loro” sindaco sembra molto probabile che – a parte l’uscita dall’Osservatorio – Chiara Appendino non avrà molte carte da poter giocare per poter bloccare la costruzione della Torino-Lione. La domanda è se di questo il suo elettorato No Tav ne è realmente consapevole o se oppure la notizia arriverà come una grande delusione. E cosa faranno a quel punto i No Tav?

Non c’è dubbio che la Appendino abbia avuto l’accortezza di muoversi con intelligenza tra le due sponde, da un lato ha mostrato di voler rappresentare il suo elettorato “naturale”, dall’altro ha saputo rassicurare gli elettori più moderati, lasciando intendere che alla fine, nonostante la sua contrarietà sarà difficile bloccare davvero la TAV. E così ognuno ha potuto prestare ascolto alla narrazione più aderente alla propria visione della realtà. E del resto nel programma di Chiara Appendino si parla solo di valorizzare la il trasporto pubblico e si fa riferimento alla “promozione della mobilità elettrica, dello sharing, dell’uso della bicicletta” ma nulla viene detto “ufficialmente” a proposito della Torino-Lione. La cui partita si gioca su altri tavoli. A quanto pare i NO TAV torinesi si dovranno accontentare dell’uscita dall’Osservatorio Tecnico. Oggi all’ANSA la Appendino ha fatto sapere quali saranno le sue prime mosse a proposito della TAV dicendo quello che sostanzialmente già si sapeva: «Un sindaco non può bloccare la Tav, quello che farò è portare al tavolo le ragioni del ‘no’, dialogherò con tutti e ascolterò le ragioni di tutti e se non ci sarà dialogo possibile lasceremo l’Osservatorio». Insomma sulla Torino-Lione il sindaco potrà fare ben poco e nemmeno l’uscita dall’Osservatorio sarà così istantanea come vorrebbero i duri e puri dei NO TAV.