Economia

Cosa si fa con il deficit al 2,4%

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Deficit al 2,4% vuol dire una manovra da 33 miliardi di euro per la Legge di Stabilità 2019. Ma come verranno spesi questi soldi? In primo luogo, otto miliardi verranno spesi per mandare in pensione anticipata 400 mila italiani: si tratta di quota 100 con 38 anni di contributi e 62 di anzianità, secondo lo schema previsto dalla Lega. Nello stesso ambito arriva la pensione di cittadinanza, che prevede di portare tutti i trattamenti al di sotto della soglia sui 780 euro. E infine il taglio delle “pensioni d’oro”, gli assegni superiori a 4.500 euro netti, 90 mila euro all’anno.

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Pensioni, le ipotesi i riforma (Corriere della Sera, 20 settembre 2018)

C’è poi la flat tax per le Partite IVA. Si partirà con un prelievo fisso al 15% per le piccole imprese, ma nella nota di aggiornamento al Def si annuncia che anche per le persone fisiche si passerà per gradi dalle attuali cinque aliquote a tre, e quindi a due in un secondo momento, a partire dal 2021. Il livello delle aliquote verrà gradualmente ridotto, fino ad arrivare ad un’unica aliquota del 23% per i redditi fino a 75 mila euro e del 33% sopra tale livello, entro la fine della legislatura.

flat tax partite iva
Le partite IVA oggi (Il Sole 24 Ore, 19 giugno 2018)

Si attende poi la partenza del reddito di cittadinanza, forse nella seconda metà del 2019. Ne beneficeranno 6 milioni e mezzo di cittadini residenti da almeno 10 anni. Dei 10 miliardi stanziati, 2 saranno da destinare alla riforma dei centri per l’impiego. Una cifra inferiore ai 17 miliardi totali, da sempre ipotizzati dal M5S. E questo fa supporre che l’assegno da 780 euro, a cui ha diritto chi vive sotto la soglia della povertà assoluta pari a 780 euro, avrà una platea limitata – sotto i 6,5 milioni ipotizzati da Di Maio – da alcuni paletti, come il reddito Isee.

reddito di cittadinanza
Reddito di cittadinanza, la proposta M5S (Il Messaggero, 27 settembre 2018)

Poi c’è la pace fiscale, ovvero il condono. Nella bozza del Piano nazionale di riforme allegato al Def si precisa che «allo stato il valore contabile residuo dei crediti che diversi enti hanno affidato è molto alto e complessivamente pari a quasi 800 miliardi di euro, di cui, tuttavia, solo 50 miliardi sono effettivamente recuperabili». Arrivano poi 1,5 miliardi per i truffati delle banche.

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