Opinioni

Cosa c’è di sbagliato nei test d’ingresso a Medicina, Veterinaria ed Architettura

In questi giorni decine di migliaia di studenti si sono contesi i posti programmati a Medicina, Veterinaria ed Architettura. Per poteri iscrivere i ragazzi hanno dovuto superare uno sbarramento a quiz con risposta multipla. Al di là dell’osservazione (che però potrebbe essere fatta in tutti i casi di preselezione di candidati) quale sia la correlazione fra rispondere bene a quiz di cultura generale/logica/matematica/fisica ed essere un buon medico, due sono le obiezioni che vengono naturali a questo modo “brutale” di fare selezione.

test d'ingresso a Medicina, Veterinaria ed Architettura 1

La prima obiezione è che questo metodo di selezione è esattamente contrario al metodo di apprendimento insegnato ai ragazzi. E’ un approccio nozionistico, che privilegia la rapidità di esecuzione (occorre rispondere in media in un minuto e mezzo ad ogni domanda) rispetto alla riflessione e al ragionamento profondo. Siamo sicuri che, nell’epoca delle fake news, questo sia una modalità di apprendimento da incoraggiare? A scuola, secondo me giustamente, con le traduzioni e con i compiti di Matematica, si insegna allo studente a di non provare ad indovinare ma a dare una risposta solo quando è convinto che quello che stia dicendo è giusto. Inoltre, per la natura delle domande che compongono i quiz, gli studenti del Liceo Scientifico sono nettamente favoriti rispetto a quelli di altri Istituti che non hanno materie oggetto dei test (basta pensare al Greco e Latino del Liceo Classico). Istituti che, più o meno colpevolmente, non si sono adeguati a preparare gli studenti a superare test né sono stati spinti a farlo.

La seconda obiezione riguarda l’insegnamento che diamo ai nostri ragazzi. Facciamo capire che, come diceva Arbore, la vita è tutta un quiz. Sarebbe molto meglio riesumare la proposta del Ministro Fedeli di ridurre i Licei da 5 e 4 anni e di introdurre un anno “zero” di università comune per aree (Scienza della Vita, Matematica-Fisica-Ingegneria, Legge e Scienze Politiche, Statistica ed Economia, etc etc) in modo che in quell’anno dove si inizia ad entrare nella materia oggetto di studio sia gli studenti capirebbero se siano portati o meno a quel tipo di studi e sia le Università avrebbero la possibilità di selezionare gli studenti effettivamente miglior (e non quelli più veloci a rispondere a test logico-matematici). Insomma, come diceva l’indimenticabile Bartali, questo sistema d’ingresso basato sui test gli è tutto sbagliato, gli è tutto da rifare

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Vincenzo Vespri

Vincenzo Vespri è professore di matematica all’Università degli Studi di Firenze Oltre ad essere un professore universitario di Matematica che vede con sgomento l'università italiana andare sempre più alla deriva, sono anche un valutatore di progetti scientifici ed industriali (sia a livello italiano che europeo). Vedere nuove idee, vedere imprese che nascono, vedere giovani imprenditori che per realizzare le proprie idee combattono fatiche di Sisifo contro il sistema paleo-burocratico e sclerotizzato, è un' esperienza tipo Blade Runner: " Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser".