Il convegno sul Coronavirus che rischia di far ammalare di Coronavirus

di neXtQuotidiano

Pubblicato il 2020-03-07

L’idea geniale della Regione autonoma Trentino-Alto Adige: un incontro pubblico sul virus, in barba a qualsiasi divieto governativo sul virus stesso.

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Nei giorni scorsi aveva causato molta ilarità la storia del convegno sul Coronavirus rinviato a causa del Coronavirus: martedì 25 febbraio doveva tenersi un appuntamento al teatro Cagnoni di Vigevano dal titolo “Nuovo Coronavirus, l’informazione nelle pandemia, cos’è e come dobbiamo comportarci”. L’appuntamento era stato promosso dall’Ats di Pavia e aveva avuto il patrocinio del comune, tanto che inizialmente la sede scelta era l’aula consiliare prima del “trasloco” per favorire una maggiore affluenza. Ma la stessa ATS è stata costretta a rinviarlo “a data da destinarsi” a causa dell’ordinanza regionale che vietava gli assembramenti in luoghi pubblici.

Il convegno sul Coronavirus che rischia di far ammalare di Coronavirus

Oggi invece il Fatto Quotidiano racconta l’idea geniale della Regione autonoma Trentino-Alto Adige: un incontro pubblico sul virus, in barba a qualsiasi divieto governativo sul virus stesso.

Il merito è di Giorgio Leonardi, assessore per l’integrazione europea di Forza Italia. Il nostro ha avuto la brillante iniziativa di ideare e sponsorizzare questo convegno: “Coronavirus: emergenza sanitaria mondiale? ”. L’ha fatto utilizzando sia la sua carica nell’organigramma berlusconiano (è il coordinatore regionale degli azzurri) sia il simbolo della Regione (ben in vista nella locandina).

Nonostante gli stadi e le scuole siano chiusi, nonostante le persone debbano evitare come la peste – è il caso di dirlo – ogni tipo di assembramento pubblico, nonostante le continue raccomandazioni delle istituzioni(e quelle più ovvie della logica e del buonsenso), il convegno si è tenuto regolarmente. Per fortuna, se non altro, il rischio in sala era ridotto: hanno partecipato in pochi coraggiosi.

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Certo, c’è chi ha fatto di peggio. Alan Fabbri, sindaco di Ferrara, ha lanciato invece VIVIFE, un’iniziativa che prevede il 50% di sconto su tutti i musei e le mostre acquistando nelle attività di Ferrara. Valida fino al 31 marzo. L’obiettivo dichiarato è quello «di rilanciare i settori più colpiti dalle disposizioni del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in materia di contenimento del Coronavirus». Il che sarebbe assolutamente ragionevole una volta finita l’emergenza sanitaria e passata l’epidemia. Se non fosse che i settori in questione non sono colpiti dal decreto del Consiglio dei ministri – che è intervenuti unicamente sulla distanza da osservare tra un cliente e l’altro – ma dal coronavirus o meglio, dalla volontà di evitare il contagio. Evidentemente la tentazione di strumentalizzare Covid-19 per fare propaganda politica è troppo forte.

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