Opinioni

Lo squartamento dei conti pubblici ad opera dei somaristi

Uno dei supplizi medioevali più crudeli, riservato ai colpevoli di crimini gravissimi, era lo squartamento. In una delle versioni più brutali ciascuna delle braccia e delle gambe del condannato veniva legata ad un cavallo. Le bestie venivano frustate per correre in direzioni opposte squartando il corpo del condannato. Le parti del cadavere veniveno poi appese in varie parti della città come monito. Il governo giallo verde sta infliggendo un analogo supplizio ai conti pubblici e in generale al paese. Invece dei cavalli sono i ministri e gli esponenti della maggioranza a lanciarsi in differenti direzioni per infliggere al corpo del paese il massimo dei danni e dell’oltraggio.

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Giovanni Tria durante l’audizione (foto da: Camera.it)

Non passa giorno che sul rapporto deficit Pil, sulla ricostruzione del Ponte Morandi, sulle concessioni pubbliche, sull’obbligo vaccinale, sul reddito di cittadinanza, sulla flat tax, sul TAV, sul Tap, sulle pensioni, sulle politiche europee, sull’immigrazione, sul rapporto tra politica e magistratura e su qualsiasi aspetto minimamente rilevante per la condotta della cosa pubblica una ridda di dichiarazioni non si abbatta sulla cittadinanza sconcertata e indifesa di fronte a un concentrato di incompetenza e presunzione di proporzioni sconosciute nel mondo civile. Un concentrato rancido che tracima da quella fantozziana Corazzata Potemkin chiamata pomposamente “Contratto di (mal)Governo”. Un testo scritto con lo stile e la maturità intellettuale di un ginnasiale in calore, che come direzione politica punta dritto al baratro della bancarotta. Più che un contratto una lista malamente assortita di sogni puerili come non se ne leggevano dai tempi del primo demenziale centrosinistra. Sogni puerili destinati mutarsi presto nell’”Incubo della Decrescita Infelice” di stampo venezuelano. Quello vero, non il Venezuela di Pinochet che esiste solo nelle nell’involuzione delle sinapsi dimaialiche.

Questo immondo supplizio coinvolge una delle poche persone degne imbarcata sulla Nave dei Folli chiamata governo, quel malcapitato Tria che un giorno afferma: ‘Riforme avanti nell’ambito dell’equilibrio dei conti pubblici, la stabilità di bilancio verrà rispettata’ e che dopo pochi minuti viene smentito dal suo viceministro Garavaglia con un perentorio: ‘Sforeremo il tre per cento‘. Da giorni ogni mattina tutti i cavalli a cui è legato il corpo martoriato del paese promettono di correre nella stessa direzione. Poi, ad esempio, a sera Di Maio spiffera ai suoi sicari incistati nelle redazioni e nella TV che esige le dimissioni di Tria se costui non si piega ai sui diktat che spingerebbero il paese, e di conseguenza i suoi cittadini, alla bancarotta. Secondo Vox.eu  metà dello spread dei titoli pubblici italiani rispetto a quelli tedeschi è dovuto al rischio di uscita violenta dall’euro, mentre il resto è dovuto al rischio di insostenibilità fiscale. Stesso concetto ha ribadito Draghi nella conferenza stampa dopo la riunione di giovedì del Governing Council della Bce. E persino Centeno, il Ministro delle Finanze del governo di sinistra portoghese (sostenuto da coministi e addirittura da trotskisti) ha avvisato che queste farneticazioni somariste sono una specie di fiaccola accesa in nella santabarbara.

BORGHI SPREAD

Per la cronaca Centano ha portato il rapporto deficit Pil del suo paese allo 0.7% del Pil salvando il paese dalla bancarotta con il sostegno della Trojka. Ma l’aspetto tragicomico dello squartamento che rischia l’Italia, a giudicare dai sondaggi rigurgitati sui media, dipende dal fatto che molti di coloro stanno per essere squartati, con gli arti già legati ai quadrupedi invece di sottrarsi al supplizio, applaudono fragorosamente e incitano i loro caporioni politici a frustare selvaggiamente i cavalli (o più plausibilmente i somari). In estrema sintesi, questa cacofonia di voci di ministri e parlamentari, questa isterica pulsione a compiacere la masnada sui social, questa determinazione a soddisfare clientele di parassiti, queste scaramucce quotidiane tra personaggi mediocri, rischia di mandare l’Italia in vacca. Insomma passeremmo in un batter d’occhio dalle vacanze alla vaccanza.

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