Politica

Giuseppe Conte annuncia la proroga dello stato di emergenza al 31 gennaio 2021

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, dopo la visita alla scuola media ‘Francesco Gesuè’ a San Felice a Cancello ha confermato ai giornalisti: “Andremo in Parlamento a chiedere la proroga dello stato di emergenza fino al 31 gennaio”

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, dopo la visita alla scuola media ‘Francesco Gesuè’ a San Felice a Cancello ha confermato ai giornalisti: “Andremo in Parlamento a chiedere la proroga dello stato di emergenza fino al 31 gennaio”. “Ieri in Consiglio dei ministri – ha detto – abbiamo fatto una informativa sul punto. Abbiamo convenuto che allo stato della situazione, che continua ad essere critica per quanto la curva del contagio sia sotto controllo, richiede la massima attenzione da parte dello stato

conte stato di emergenza 31 gennaio 2021 video

Uno dei primi ad esprimere un parere sulla proroga è stato il  presidente della Liguria Giovanni Toti, una delle regioni in cui gli ospedali sono vicini alla saturazione: “L’emergenza c’è e la stiamo affrontando. Anche ieri col commissario Arcuri abbiamo affrontato temi complessi come le rendicontazioni e le spese ammissibili per la gestione dell’emergenza. Quindi, se si tratta di una proroga tecnica che ci consente di usare strumenti legislativi e amministrativi, di gestire gli investimenti, semplificare le modalità di spesa e di assunzione del personale, direi che è più che opportuna. Se invece vuol dire scippare l’opportuno dibattito nelle sedi istituzionali corrette, il Parlamento, la Conferenza unificata, rispetto alle decisioni da prendere, è chiaro che prende tutt’altro segno. Le emergenze servono a gestire le situazioni, non ad abbattere la qualità del dibattito politico. Penso si possano fare tutte e due le cose senza particolari problemi”. Ma s cosa potrebbe essere utile la proroga dello stato di emergenza? Ad esempio a rendere più semplice il ricorso allo smart working che altrimenti dal 16 ottobre ritornerebbe a essere regolamentato con la legge 81 del 2017, senza procedure semplificate. Ma anche per velocizzare l’acquisto di mascherine, camici e tutti quei beni necessari per fronteggiare l’epidemia di Coronavirus. Oltre che per smart working e acquisti di beni necessari al contrasto dell’epidemia, spiega il Corriere, con lo stato di emergenza “le Regioni possono continuare a firmare ordinanze, ma devono consegnare le linee guida al governo: è dunque in funzione la «cabina di regia» alla quale partecipano i governatori proprio per seguire una linea comunque, sia pur differenziata a seconda dell’andamento della curva epidemiologica nelle diverse aree”. Ovvero per decidere lockdown localizzati, restrizioni agli spostamenti e il monitoraggio settimanale effettuato dal ministero della Salute sulla base dei dati forniti dalle Regioni

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