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Conte “deve fare i conti” anche con altri addii tra i 5 Stelle?

La situazione è tesa e gli indugi dell’ex premier scontentano molti eletti, che chiedono a Conte cosa intende fare

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“Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie…”. Quando gli viene chiesto di commentare il clima interno al gruppo parlamentare, in attesa delle prossime mosse del leader in pectore Giuseppe Conte, il deputato M5S Gianluca Vacca scomoda il poeta Ungaretti. La situazione è tesa e gli indugi dell’ex premier scontentano molti eletti. Per questo circolano con insistenza voci di corridoio, indiscrezioni che parlano di una imminente diaspora dei malpancisti. Al centro dei malumori ci sarebbero le presunte, mancate garanzie, da parte dell”avvocato del popolo’, sull’abolizione della regola dei due mandati, blindata da Beppe Grillo con buona pace della vecchia guardia.

Conte “deve fare i conti” anche con altri addii tra i 5 Stelle?

Alcuni di questi rumors finiscono anche sulla stampa: i diretti interessati, come Vacca, appunto, smentiscono di voler abbandonare il Movimento. Ma non negano il sentimento di insofferenza che continua a farsi largo tra i parlamentari. “Stiamo riflettendo – dice all’Adnkronos il deputato, grillino della prima ora – siamo in attesa di capire il progetto di Conte. Il M5S come lo conoscevamo non c’è più, sta nascendo qualcosa di diverso e vorremmo capire di che si tratta”. E a chi solleva il problema delle restituzioni, Vacca (che figura tra i numerosi ‘ritardatari’ dei bonifici) replica: “Non è un problema di restituzioni, sono otto anni che le facciamo. Ma di progetto”.

Anche il collega Daniele Del Grosso, abruzzese come Vacca, si è ritrovato suo malgrado nel ‘toto-uscenti’ di queste ore. Il parlamentare per ora frena su un suo possibile addio: “Stiamo aspettando la proposta di Conte, che valuteremo. Siamo tutti in stand by. Non c’è un gruppo che in questo momento sta uscendo, stiamo solo aspettando di capire questa proposta. Nessun pregiudizio di fondo né verso Conte né verso la nuova struttura”. “Non c’è nessuna fronda, ogni tanto si chiacchiera tra colleghi a proposito del piano di Conte: l’ex premier ha chiesto a noi parlamentari di contribuire con le nostre idee. Si parla di questo, non di abbandonare il Movimento”, gli fa eco Luca Frusone, altro deputato che, stando ai boatos, farebbe parte del gruppone pronto a fare le valigie. Ma il malcontento resta, sottotraccia.

Il presidente della Commissione Politiche Ue Sergio Battelli, deputato alla seconda legislatura, non ha nessuna intenzione di abbandonare la nave pentastellata. “Il M5S è la mia casa e lì resto – precisa all’Adnkronos il parlamentare ligure – però, come uno che abita da tanto tempo in una casa, quando si spostano i mobili e si abbattono i muri voglio sapere qual è il progetto. Nessun tipo di scissione ma questa è una fase in cui tutti aspettiamo cosa diventerà questa casa”.

Preso atto del divorzio tra M5S e Rousseau, Conte ha annunciato che all’inizio di maggio presenterà il nuovo statuto del Movimento e la Carta dei valori. Prima però, ha spiegato l’ex inquilino di Palazzo Chigi, Rousseau dovrà trasferire i dati degli iscritti al Movimento, “che è l’unico ed esclusivo titolare del trattamento di questi dati”: “Ovviamente il Movimento, da parte sua, si farà carico di eventuali debiti contratti da Rousseau per conto del Movimento”, ha puntualizzato. Ma la partita potrebbe finire ai supplementari anche in questo caso. Secondo l’Associazione di Davide Casaleggio l’elenco degli iscritti può essere consegnato solo al rappresentante legale del Movimento e il tribunale di Cagliari, chiamato a dirimere il caso della consigliera espulsa Carla Cuccu, ha messo in discussione il fatto che il Movimento ne abbia uno in questo momento.

Per tale ragione, sostiene la piattaforma, solo quando sarà definita in maniera chiara la persona titolata e legittimata a poter ricevere i dati sarà possibile valutare ogni richiesta nel rispetto della legge e della tutela degli iscritti. In ballo c’è la privacy degli attivisti: consegnare dati a un soggetto non legittimato, infatti, significherebbe per Rousseau (quale attuale responsabile del trattamento dei dati) operare un trattamento non in conformità con quanto richiesto dalla norma.