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I contatti segreti tra Grillo e Zingaretti

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Beppe Grillo e Nicola Zingaretti si sono parlati. Il leader PD sapeva che il fondatore del M5S sarebbe venuto a Roma. A fare da tramite è stata un’amica comune: alla fine si sono sentiti al telefono per rilanciare l’accordo di governo, come racconta oggi Goffredo De’ Marchis su Repubblica:

Contatto avvenuto. Beppe Grillo e Nicola Zingaretti si sono parlati. Tutto è avvolto nel mistero. Le smentite saranno d’obbligo. Il primo non vuole urtare la suscettibilità di Luigi Di Maio, tanto più in un momento di difficoltà del Movimento. Il secondo, vecchia scuola, sta attento a non infilarsi nel «travaglio» di una forza politica alleata, quella su cui si regge la fragile maggioranza di governo: non è fair, punto. Sono le regole della politica. Almeno alla luce del sole.

«Si sono sentiti? Lasciamo stare, non facciamo confusione. Meglio non dire. Si rischia di complicare la situazione», ammette un alto dirigente del Partito democratico molto vicino al segretario. Non nega il colloquio, di cui sanno un pugno di persone. Forse lui stesso ha avuto uno scambio con il fondatore del Movimento nei giorni scorsi. «Lasciamo che le cose facciano il loro corso», risponde sibillino. Anche qualche grillino più fedele al comico ha capito che ora con il Pd c’è un canale diretto. «Zingaretti gli sta simpatico. Perché sembra uno che non fa giochi di Palazzo», dice la fonte M5S.

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Grillo ha trascorso gli ultimi due giorni a Roma. Lo staff di Zingaretti esclude un colloquio a quattr’occhi. «Nicola è stato sempre con la famiglia». Ma il leader dem sapeva da un po’ che il comico genovese sarebbe venuto nella Capitale durante il week end, notizia conosciuta da pochissime persone. Se c’era un momento giusto per parlarsi, per sciogliere il nodo di un governo nel quale il Movimento 5 stelle appare a disagio, di un patto politico col Pd osteggiato apertamente dal capo politico grillino, insomma di una presa di posizione dell’Elevato, non poteva essercene uno migliore. E il segnale, l’altro ieri, è arrivato. Il tanto auspicato intervento di pace da parte di Grillo è stato chiaro. Proprio nella direzione voluta dai dem.

Parlare direttamente con il comico è una specie di impresa. Non ha una segreteria, non ha un collaboratore politico, non ha un parlamentare che possa fare da tramite. Per mettersi in contatto con lui, lo sa bene Pier Luigi Bersani, occorre fare dei giri strani. Quello che conta è l’amicizia. Nel 2013 l’ex segretario del Pd si rivolse al dentista-amico del comico, il dottor Flavio Gaggero. Sperava di ottenere un colloquio con Grillo per sbloccare il “governo del cambiamento”, l’asse Pd-5S su cui aveva puntato le sue carte. Fu un fiasco. Stavolta no. Il contatto c’è stato, pare tramite un’amica di vecchia data di Grillo, romana.

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