Politica

Il consenso del governo Renzi

Nando Pagnoncelli sul Corriere della Sera di oggi evidenzia che il consenso del governo Renzi è in stallo e negli ultimi mesi in deciso calo dopo i picchi di un anno e mezzo fa. Anche l’operato del premier non scalda più il cuore, e dal 43% di marzo 2015 ora siamo al 35%:

Il sondaggio odierno evidenzia il permanere della forte preoccupazione. Un italiano su due (48%) non esprime aspettative di cambiamento nel prossimo futuro riguardo la situazione personale, uno su quattro (26%) si attende un peggioramento e uno su cinque (20%) un miglioramento. Escludendo chi non si aspetta cambiamenti (la maggioranza tra tutti gli elettorati), gli ottimisti superano i pessimisti solo tra gli elettori del Pd (24% a 15%) mentre i pessimisti prevalgono tra tutti gli altri, in particolare Lega (33% a 22%), 5 Stelle (28% a 18%) e astensionisti (30% a 18%). D’altra parte, otto anni dopo il conclamarsi della crisi economica più importante del Dopoguerra, il 37% degli italiani pensa che il peggio debba ancora arrivare, il 32% ritiene che siamo all’apice, il 20% è convinto che il peggio sia alle spalle. I più pessimisti si rivelano gli elettori di Lega e 5 Stelle e gli astensionisti, seguiti quelli di Forza Italia.

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I sondaggi di Pagnoncelli sul governo (Corriere della Sera, 31 luglio 2016)

Più positivi tra Pd e Area popolare. Tutto ciò si riverbera sui giudizi sull’esecutivo e, più in generale, sullo scenario politico, come abbiamo riferito in questa rubrica a inizio luglio sottolineando il consolidamento dello scenario tripolare e il crescente consenso per il Movimento 5 Stelle. Oggi un italiano su tre (34%) esprime apprezzamento per l’operato del governo contro il 60% che dà un giudizio negativo. E critica è una parte non trascurabile (44%) degli elettori di Ap, che fa parte della maggioranza. L’indice di gradimento (la quota di giudizi positivi sul totale di quelli espressi, escludendo quindi coloro che non si esprimono) si attesta a 36, facendo registrare un calo di 4 punti rispetto a marzo e collocandosi su valori in linea con quelli dell’estate 2015. Il gradimento dell’operato del premier è in linea: il 34% esprime un giudizio positivo mentre il 62% si mostra critico. L’indice di gradimento scende a 35 dal 40 della rilevazione precedente. Anche le valutazioni sui singoli ministri fanno segnare un calo, con l’eccezione di Gentiloni e Pinotti, stabili, e di Franceschini e Alfano, che diminuiscono solo di un punto.