Opinioni

Come sono finite le querele di Laura Boldrini a chi la insultava

Fabrizio Caccia sul Corriere della Sera oggi racconta come sono finite le querele di Laura Boldrini nei confronti di chi la insultava: l’allora presidente della Camera annunciò nell’agosto scorso che avrebbe perseguito chi la insultava sul web e a finire nei guai furono autori di vignette e commentatori, gente che aveva pubblicato disegni e fotomontaggi con la Boldrini sgozzata e altri geni. Ecco il punto dei vari processi:

Così, ecco il sindaco leghista di Pontinvrea, Matteo Camiciottoli, rinviato a giudizio dalla Procura di Savona: l’udienza è fissata per il prossimo 17 settembre. Boldrini si costituirà parte civile e insieme a lei intendono farlo varie associazioni contro la violenza sulle donne. L’estate scorsa, dopo uno stupro a Rimini, il sindaco leghista twittò riferendosi ai colpevoli: «Potremmo dargli gli arresti domiciliari a casa della Boldrini,magari gli mette il sorriso…».

Un anno dopo, Camiciottoli sembra sinceramente pentito, parla di «frase infelice»e aggiunge che «ora, se incontrassi la Boldrini, le porgerei le mie scuse». Avrà modo di farlo tra due mesi in tribunale.

boldrini carta diritti internet
Laura Boldrini, ex presidente della Camera

Anche un certo Gianni, di Fermo, è stato già condannato a una supermulta, quasi mille euro, perché a febbraio scorso, intervenendo a La Zanzara su Radio24, disse a proposito dello sparatore di Macerata, LucaTraini:«Doveva andare sotto casa della Boldrini e gambizzarla…».

Eppure gli insulti non si sono fermati. L’11 luglio scorso Boldrini ha querelato pure l ’attore Fabrizio Bracconeri, l’ex ragazzo della terza C, che sempre a proposito dei fatti di Macerata ha apostrofato la deputata su Twitter: «Lo sai che tu sei responsabile dell’omicidio di Pamela…e di tutti i reati commessi dai clandestini…?».

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