Politica

Come Lega e FdI litigano per una poltrona in Umbria

La Lega si è presa due assessori e uno a testa sono andati alle altre liste (tranne FdI) con il leader del Carroccio che ha imposto un nome esterno, il veneto Luca Coletto, per dare una “svolta” alla Sanità umbra. Ma…

berlusconi salvini meloni piazza san giovanni

“Il nostro partito non può restare senza un assessore in giunta”: a dirlo, racconta oggi Il Fatto Quotidiano, è stato il senatore e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Franco Zaffini. E la dichiarazione di guerra ha un obiettivo ben preciso: la poltrona della Sanità, che la Lega ha voluto per Luca Coletto, già sottosegretario del governo gialloverde imposto in giunta da Matteo Salvini. L’Umbria, come la Sicilia e l’Abruzzo, è in esercizio provvisorio perché l’amministrazione della leghista Donatella Tesei non è riuscita ad approvare il bilancio.

NEL MIRINO del partito di Giorgia Meloni è finito l’assessore alla Sanità Luca Coletto, già sottosegretario del governo gialloverde imposto in giunta da Matteo Salvini. Tema: i tagli sui fondi alle famiglie con disabili che non sarebbero stati ripristinati dal neo assessore alla Sanità: “Sono ormai mesi che continuo a ricevere segnalazioni da parte di famiglie in difficoltà che lamentano la sospensione, senza preavviso, dell’ero gazione dei fondi per assistere i familiari disabili –ha detto il presidente del consiglio regionale di Fratelli d’Italia, Marco Squarta –l’assessore alla Sanità si attivi”. Ma fonti della maggioranza fanno sapere che dietro l’uscita improvvisa di Squarta ci sia il primo atto di una guerra politica nata dopo che il partito di Giorgia Meloni è stato escluso dalla giunta.

tesei buco bilancio montefalco - 1

Nelle more c’è la spartizione di poltrone in giunta:

La Lega si è presa due assessori e uno a testa sono andati alle altre liste (tranne FdI) con il leader del Carroccio che ha imposto un nome esterno, il veneto Luca Coletto, per dare una “svolta” alla Sanità umbra. Ma la prima patata bollente della giunta Tesei doveva essere il bilancio da approvare entro il 31 dicembre. E invece no, perché, nonostante il poco tempo a disposizione, la governatrice ha rinunciato ad aprire il confronto tra gli alleati approvando, lo scorso 4 dicembre, il bilancio provvisorio. Tutto rinviato a fine febbraio.

Leggi anche: L’affarone che ha fatto la Sicilia a votare il centrodestra