Politica

L’Europa spiega a Conte e Tria che o cacciano i soldi o c’è la procedura d’infrazione

giovanni tria 1

Salvini aveva detto che avrebbe trovato alleati in Europa per fermare la procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia, Di Maio sosteneva che il fronte si sarebbe spezzato presto. Ieri i governi dell’Unione Europea hanno concordato con la Commissione: una procedura d’infrazione sul debito è giustificata.

L’Europa spiega a Conte e Tria che o cacciano i soldi o c’è la procedura d’infrazione

Spiega oggi Alberto D’Argenio su Repubblica che un documento di sei pagine contiene l’opinione che i governi (articolo 126,4 del Trattato Ue) hanno delle politiche economiche gialloverdi.

Il testo è stato negoziato nel fine settimana e la proposta finale, a mo’ di compromesso, è stata fatta scivolare sul tavolo dalla Germania. Da un lato Francia e Spagna, alle prese con guai di bilancio e quindi favorevoli a sorvolare sulle violazioni altrui, che hanno chiesto un esplicito riferimento al dialogo. La formulazione finale su richiesta dei nordici però è più sfumata di quella adottata a dicembre, con gli sherpa governativi che lasciano aperto uno spiraglio solo in modo indiretto affermando che «ulteriori elementi eventualmente portati dall’Italia potranno essere presi in considerazione da Commissione e governi». Ma c’è anche il pugno duro dei rigoristi nel passaggio in cui i governi invitano l’Italia «a prendere le misure necessarie per assicurare il rispetto del Patto di stabilità in linea con la procedura sul debito». E visto che anche le sfumature contano, la formulazione sembra dare per scontata l’infrazione.

procedura d'infrazione
Procedura d’infrazione: i conti dell’Italia (Corriere della Sera, 12 giugno 2019)

Il segnale quindi è chiaro. O il governo italiano trova il modo di portare a casa perlomeno una manovrina da 3,5 miliardi di euro, magari utilizzando i risparmi di reddito di cittadinanza e quota 100, oppure la procedura d’infrazione arriverà. E rischia di lasciare i conti dell’Italia sotto il controllo stretto della UE per almeno cinque anni: non male per un governo che si dice sovranista.

Per chiudere ci vuole la firma di Salvini e Conte

Non c’è solo questo. Federico Fubini sul Corriere della Sera fa sapere che Bruxelles ha intenzione di chiedere l’impegno non solo a Giuseppe Conte e a Giovanni Tria, ma anche a Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

Bruxelles ha bisogno di documenti formali, una risoluzione del Parlamento o una lettera del governo; in questo caso però firmata anche da Di Maio e Salvini con Conte. Questa è la novità politica che arriva oggi dall’Ue: la richiesta che per la prima volta i leader politici del Paese siano coinvolti e si prendano una responsabilità personale degli impegni dell’Italia a Bruxelles.

Senza i quali,avanzerebbe una procedura che in luglio prevede un ulteriore rapporto della Commissione: lì dentro sarebbe disegnato un piano di rientro del debito anno dopo anno, con la prima manovra da attuare già entro sei mesi. Ma il problema ulteriore è proprio l’impostazione della manovra. E la delega di cui potranno godere sia Conte che Tria nel corso dei negoziati. Oggi a Palazzo Chigi si siederanno di fronte ai tecnici del Mef anche gli esperti economici della Lega e del Movimento.

procedura d'infrazione come funziona
Procedura d’infrazione: come funziona (Corriere della Sera, 12 giugno 2019)

C’è dunque una sorta di cordone politico che si sta formando, con l’intento di non lasciare solo al profilo istituzionale, dunque al premier e al ministro, la responsabilità di impostare la manovra e spiegarla a Bruxelles. Non per nulla ieri Conte ha ribadito che «io sono il presidente del Consiglio e che non c’è alcun problema di delega». Una smentita che non ha affatto convinto la platea e che è in qualche modo contraddetta dal fatto che i tecnici della Lega si vedranno oggi con quelli del Mef.

Leggi anche: Cosa vuole fare Salvini con le cassette di sicurezza degli italiani?