Opinioni

Come capire il mondo di oggi leggendo i fumetti

Quando ero un liceale, uno dei miei programmi preferiti era Supergulp, fumetti in TV. Mi ricordo che ne approfittavo per interrompere di studiare per vedere le avventure di Nick Carter e delle Sturmtruppen. Altra passione erano i primi albi della Marvel: l’Uomo Ragno, Daredevil, Thor, i Fantastici 4. A fine liceo uscì pure il primo episodio di Guerre Stellari mentre impazzavano in TV la serie televisiva di Star Trek e i cartoni amati giapponesi. Mia madre scuoteva la testa dicendo che avrei dovevo studiare l’Eneide piuttosto che sprecare il mio tempo con quelle stupidaggini. Con il senno del poi, si sbagliava. Gli eroi epici (Gilgamesh, Ulisse, Achille) hanno la loro controparte attuale negli eroi dei fumetti o dei grandi serial (tipo Trono di Spade, Harry Potter, il Signore degli anelli). Mi si è formata questa idea leggendo il libro “The hero with a thousand faces” di Campbell dove l’autore si è rifatto a teorie psicoanalitiche e a testi di antropologia e religione comparata per proporre la struttura mitologica dell’eroe “archetipo” o del profeta (che sono più o meno la stessa cosa). In questo libro, l’Autore confronta Osiride, Prometeo, Budda, Mosè, Maometto e Gesù e dimostra che tutti questi eroi/profeti hanno avuto una vita simile. Campbell descrive una serie di fasi o passaggi lungo il viaggio dell’eroe.

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“L’avventura dell’eroe” inizia nel mondo ordinario. Riceve una chiamata all’avventura che lo costringerà ad allontanarsi dal mondo ordinario. L’eroe attraverserà una soglia sorvegliata, portandolo in un mondo soprannaturale, dove le leggi della sua terra non si applicano più. Lì, l’eroe affronterà un percorso di “maturazione” basato su prove. L’eroe archetipico è talvolta assistito dagli alleati. Mentre l’eroe affronta il calvario, incontra la più grande sfida del viaggio. Dopo aver accettato la sfida, l’eroe riceverà una ricompensa. La teoria del monomito di Campbell continua con l’inclusione di una morte e resurrezione metaforiche. L’eroe decide quindi di tornare con queste nuove conoscenze nel mondo ordinario. L’eroe affronterà quindi altre prove sulla strada del ritorno. Al ritorno dell’eroe, il dono sarà utilizzato per migliorare il mondo ordinario dell’eroe, in quello che Campbell chiama, l’applicazione del dono. Ovviamente la struttura del mito non è identica, ci possono essere variazioni ma la struttura è sempre la solita: Partenza, Iniziazione, Ritorno. Lucas ha utilizzato questo schema in Guerre Stellari per creare il mito di Obi Wan Kenobi e Skywalker. Il punto è proprio questo, capire che l’atto di creare una mitologia è un “atto psico-analitico” in cui ad alcuni elementi di sogni ed incubi si associano storie. Per un po’ le storie rimangono semplici storie ma poi arriva sempre qualcuno come Dante che ci trova di nuovo la forza dell’archetipo psicologico e noi istintivamente sentiamo che non abbiamo a che fare più con Ovidio ma di nuovo con Omero, anche se le storie sono le stesse. Nella società contemporanea l’epica si è evoluta con l’evoluzione tecnologica. Sono forgiatori moderni di eroi, ad esempio, Kurosawa, Sergio Leone, Clint Eastwood.

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Lo è pure la così detta “cultura popolare” come il migliore rock o il miglior jazz. Il mondo del fumetto e della letteratura/cinema collegati al fumetto hanno avuto una interessantissima evoluzione a partire dagli anni ’60 diretta prima alla complicazione dei personaggi per renderli credibili (i supereroi con superproblemi di Stan Lee) e poi alla decostruzione dell’idea di supereroe per mostrare sempre di più l’insensatezza del concetto e il fatto che ogni supereroe è l’emblema di una psicosi e relativo transfert per cui al mondo dei supereroi si deve applicare la logica del mondo dei sogni o degli incubi, magari in forma giocosa. Ad esempio la serie The Sandman di Neil Gaiman, serie dove appare il personaggio Lucifer, rappresenta una commistione molto ben riuscita di elementi di filosofia, storia e mitologia. In questo ambito stanno l’opera di Tim Burton a partire dalla Sposa Cadavere e da The Nightmare before Christmas e perfino dal suo Batman (preso, gistamente, da Frank Miller non dal Batman “antico”), e la filmografia di Quentin Tarantino, che è forse il principale e più dotato esponente di questa generazione, basti pensare al suo Kill Bill. Ma, ritornando a Gaiman, l’idea del “backstage” della realtà di American Gods, ad esempio, è semplicemente fantastica. Ma tante sono le serie affascinanti: The Boys, The October Faction, poi il film, non il telefilm, Constantine, prossimamente ci sarà il telefilm su Death… Da notare che chi crea i miti ha tra 30 e 40 anni più di chi li consuma. Forse un mito deve diventare banale prima di essere consumato in tv. Forse, per capire il futuro, dovremmo guardare non alle serie televisive attuali ma a cosa si scrive oggi nei fumetti. Alla fine tutto questo immaginario che esplicita il fumetto come trash can del mondo dei sogni viene dalla mia generazione, e, chi più chi meno, l’avevamo in mente già da piccoli quando seguivamo l’uomo ragno in Supergulp alla tv e quando prendevamo sul serio i supereroi. Alcuni di noi, più creativi, l’hanno reso esplicito e han creato un menù di idee che adesso affascinano diverse generazioni forse un po’ meno creative. Come nel caso della musica classica: la “generazione del ’60” dell’800, forse la mia è stata l’ultima generazione creativa del secolo scorso, prima di un magma di accademismo e caduta di illusioni o forse di speranze (basta guardrea l’accademia in tutte le discipline). Speriamo che adesso arrivino dei nuovi Einstein e Dirac che scombinino tutto e che facciano ripartire non solo la scienza ma anche le speranze. Einstein è un po’ in ritardo ma forse è vicino, per il nuovo Dirac probabilmente dovremo aspettare ancora una diecina d’anni. Per il momento la storia si sta ripetendo solo con una nuova spagnola (per fortuna, per il momento, meno grave).

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Vincenzo Vespri

Vincenzo Vespri è professore di matematica all’Università degli Studi di Firenze Oltre ad essere un professore universitario di Matematica che vede con sgomento l'università italiana andare sempre più alla deriva, sono anche un valutatore di progetti scientifici ed industriali (sia a livello italiano che europeo). Vedere nuove idee, vedere imprese che nascono, vedere giovani imprenditori che per realizzare le proprie idee combattono fatiche di Sisifo contro il sistema paleo-burocratico e sclerotizzato, è un' esperienza tipo Blade Runner: " Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser".