Politica

Colleferro contro AMA e M5S per l'inceneritore

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«A Colleferro facciamo la differenziata al 73 per cento, ma Roma, insieme a Governo e Regione, ora vuole riaccendere l’inceneritore nella nostra città. Noi vogliamo essere autosufficienti, si rendano autosufficienti anche loro. Ho chiesto un incontro alla sindaca Raggi tante volte, non mi ha mai risposto»: a parlare con il Messaggero è Pierluigi Sanna, sindaco della cittadina laziale che ha «scoperto» soltanto ieri che l’AMA ha intenzione di effettuare un revamping e quindi rimettere in funzione l’inceneritore. Una decisione confermata da una dichiarazione del presidente della Commissione Ambiente del Campidoglio Daniele Diaco: l’impianto verrà chiuso soltanto tra dieci anni, ha detto in una nota dopo le anticipazioni del quotidiano romano, e se non si effettuasse il revamping si determinerebbe un’esposizione finanziaria di 15 milioni con il rischio di finire davanti alla Corte dei Conti.

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L’inceneritore di Colleferro

Una situazione spiegabilissima dal punto di vista pragmatico, insomma. Che però va a cozzare con la questione politica, anche perché Federico Pizzarotti venne duramente criticato dal M5S per una scelta molto simile. Nel Movimento 5 Stelle, racconta oggi il quotidiano, se la prendono con l’ex amministratore unico di Ama, Antonella Giglio (scelta comunque da M5S), colpevole di avere detto sì sei mesi fa alla ricapitalizzazione dei Ep Sistemi che prevedeva il revamping. La Giglio, che nel frattempo ha annunciato che chiederà 480mila euro al Comune, ribatte:

«Si fa sempre così, si accusano gli assenti. In realtà, io sono arrivata il 16 novembre in Ama, l’assemblea di Ep Sistemi in cui si prevedeva la ricapitalizzazione era il 13 dicembre. Quando giunse la proposta dell’amministratore di Ep, in cui Ama doveva versare 2,4 milioni di euro, ne parlai con l’allora assessore all’Ambiente, Paola Muraro. Mi spiegò che su una scelta di questo tipo era giusto seguire le indicazioni dell’assessore alle Partecipate, Massimo Colomban. E Colomban ci diede il via libera. Successivamente, la Muraro fu sostituita da Pinuccia Montanari, che mi disse di inviare una lettera a Ep per fermare il revamping. Secondo la Montanari si stava studiando un progetto differente di utilizzo dell’impianto. Così ho fatto, ma quel progetto non è mai arrivato».

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