La macchina del funky

Claudio Lotito e i favori chiesti al dirigente di Equitalia

lotito

Alessandro Migliaccio, ex dirigente regionale di Equitalia, è stato condannato a due anni di reclusione e nelle carte dell’inchiesta depositate al processo emerge uno spaccato della società romana non tanto commendevole. Nulla di penalmente rilevante, ma molti sono i favori chiesti a Migliaccio da insospettabili come Claudio Lotito, che doveva gestire il maxidebito della Lazio, l’ex ministro Paolo Cirino Pomicino per le multe, l’ex senatore Costa (Berlusconi) che si interessa del trasferimento di un dipendente mentre il collega Della Seta (PD) vuole aiutare il cugino. Racconta oggi il Messaggero:

Tutti chiamano, anzi chiamavano alla direzione di Equitalia per capire come chiudere i conti, subito e senza ulteriori aggravi. Nulla di penalmente rilevante, ma «favori tra personaggi di potere», come li ha definiti il gip Paola della Monica nelle motivazioni con cui ha appena spedito a giudizio sei indagati,tra cui Gabriella Alemanno (sorella dell’ex sindaco) in veste di vice direttore dell’Agenzia delle entrate, e condannato Migliaccio, un manager tentacolare sempre pronto ad aiutare.
L’inchiesta del pm Stefano Fava ricostruisce le attività in Equitalia fra il 2011 e il 2014 dove i vertici si rendono disponibili per rateizzare il debito di imprenditori e amici. Lotito, Pomicino, senatori, segretarie di politici e prefetti, giudici e giornalisti non sono indagati nell’inchiesta, ma scorrendo le intercettazioni raccolte nelle oltre mille pagine del fascicolo si tratteggia una sorta di tam-tam sulle cartelle esattoriali.

pallotta lotito
«Quello che si legge nelle intercettazioni – scrive il gip in riferimento in particolare ai sei indagati a giudizio (tre manager Equitalia e tre imprenditori)con un linguaggio neanche allusivo è un continuativo contesto di favori tra persone di potere, il mercimonio della pubblica funzione per interessi economici e personali»:

Imprenditori, noti avvocati, professionisti, politici, appartenenti alle forze dell’ordine, tutti chiedono un favore ai vertici di Equitalia e agli impiegati infedeli «anche promettendo qualcosa». Pure Lotito chiama Migliaccio. Parlano di posizioni debitorie e della SS Lazio, «gravata da un debito – si legge – di cento milioni di euro con rateizzazione cinquantennale e rata annuale».
A lui Lotito spedisce anche amici. «No, no; se poi è una persona sua-gli dice Migliaccio – ci mancherebbe altro, la garanzia ce l’abbiamo». Migliaccio viene mobilitato pure per risolvere una cartella esattoriale interna, una montagna di multe alla macchina presidenziale. Il collega, però, si raccomanda: «Perché se poi andiamo a finire sui giornali, ci fanno a pezzi».