Economia

CIR: le regole per i conti individuali di risparmio

Conti individuali di Risparmio CIR

I conti individuali di risparmio (CIR) avranno un tetto di 15 miliardi. Il progetto del governo prevede anche una deduzione del 23% sulle somme investite nei «Cir» al posto del più generoso credito d’imposta ipotizzato finora e un tetto individuale a 3mila euro. L’obiettivo del nuovo strumento è duplice: far scommettere i piccoli risparmiatori italiani sui nostri titoli di Stato, nonostante gli scossoni di questi giorni, e indirizzare questi fondi verso opere pubbliche. Il tutto per dare una spinta aggiuntiva rispetto al “piano straordinario” degli investimenti pubblici che dovrebbe sostenere la crescita su cui prova a scommettere il quadro di finanza pubblica al centro del temporale Ue. Spiega oggi Il Sole 24 Ore:

Di qui l’etichetta del nuovo strumento come “Pir infrastrutture”, versione dei piani individuali di risparmio rivista e tagliata su misura dei piccolissimi investitori. A ogni emissione di titoli di Stato, secondo la bozza, le banche potranno acquistarne una quota da destinare ai Cir, che saranno proposti ai risparmiatori. Ognuno ne potrà sottoscrivere una quota da 3mila euro, ottenendo lo sconto fiscale e l’esenzione Irpef in cambio dell’impegno a mantenere l’investimento fino a scadenza del titolo. Un programma del governo indicherà per ogni emissione le opere specifiche (scuole, strade, ferrovie, ponti eccetera) che saranno finanziate così: e nelle intenzioni un monitoraggio periodico informerà gli investitori sull’avanzamento dei lavori.

cir risparmio
Il fabbisogno di Titoli di Stato (Il Sole 24 Ore, 2 ottobre 2018)

Lo sfondo resta insomma quello dei Pir, animato da sconti fiscali per convogliare risparmio privato verso obiettivi predefiniti. Ma rispetto a questi “cugini” cambierebbe il sottostante dell’investimento, e con lui l’idea di fondo: rendere i nostri bond governativi sempre più italiani anche dal punto di vista dei titolari.

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