Opinioni

Basta invitare guru, santoni e pseudoscienziati in tv! Così si diventa complici

Eccolo lì, lo vedete? Il punto di non ritorno. Quello in cui un medico, un Primario di Malattie infettive, un uomo di scienza è costretto a finire sotto sorveglianza speciale della Digos in seguito alla spaventosa ondata di odio, insulti, minacce di morte a lui e alla sua famiglia che in queste ore gli è arrivata addosso sui social da parte di fanatici No-vax.

È accaduto al professor Matteo Bassetti, poteva capitare a chiunque. Ma di sicuro non siamo arrivati fino a qui per qualche sfortunata congiunzione astrale. I commenti delle bestie No-vax sono indecenti, in alcuni casi criminali, e vanno perseguiti tanto dentro un’aula di tribunale quanto da quello dei social netwok, mai abbastanza solerti nel bloccare i deliri complottisti e antiscientifici. Eppure, c’è chi ogni giorno stuzzica, pompa e alimenta queste derive offrendo il proprio megafono a ciarlatani di ogni genere e sorta, spesso travestiti da medici e magari anche iscritti all’ordine, che trovano in alcune trasmissioni, con la gentile complicità degli autori, un palco da milioni di spettatori su cui propagandare ogni loro strampalata teoria. È il caso di Mariano Amici, il medico di Ardea che, in meno di cinque giorni, è stato protagonista indiscusso del primetime televisivo, dal collegamento a “Piazza Pulita” di giovedì scorso alla comparsata di domenica sera a “Non è l’Arena di Giletti”: ovunque straccionato e ridicolizzato, prima dal viceministro (e medico) Pierpaolo Sileri e poi (siamo a domenica) proprio dal prof. Bassetti. Eppure, a dispetto delle tortorate prese, c’è una vasta fetta di pubblico di fronte alla quale quelle posizioni in apparenza ridicole vengono, in realtà, giustificate e, a tratti, legittimate, col solo risultato di sguinzagliare indirettamente sui social orde di hater pronti ad azzannare chiunque osi mettere al centro la scienza.

mariano amici non è l'arena
Non è l’Arena

Non stiamo dicendo che le minacce di morte a Bassetti siano colpa di Giletti, ma certo hanno contribuito in modo considerevole a creare il clima su cui quell’odio prolifera, attraverso una narrazione giornalistica in cui un infettivologo serio (per quanto in passato abbia strizzato l’occhio ai negazionisti) viene messo alla pari di fronte a un medico le cui teorie scientifiche sarebbero state considerate superate un secolo fa. Tutto confezionato e dato in pasto ai telespettatori come fosse un confronto scientifico tra pari, senza la minima moderazione e senza traccia di alcuna mediazione giornalistica che separi i fatti dalle follie (pardon… opinioni). Giletti, come lo stesso Formigli, e prima di loro tutti quelli che in questi mesi di pandemia hanno ospitato guru, santoni, negazionisti, pseudoscienziati, in cambio dello share e degli ascolti, hanno un quoziente di responsabilità sul clima vibrantemente antiscientifico che divampa sui social e in tutto il Paese.

Una posizione ribadita in modo netto ancora oggi dal prof. Massimo Galli, primario di Infettivologia del Sacco, che, intervenendo a “L’aria che tira” sul caso delle minacce di morte a Bassetti, ha lanciato una frecciata chiarissima al suo omonimo Giletti, senza mai citarlo:

“Quando determinate posizioni, magari col fine di scoop giornalistico” ha detto, “purtroppo da qualcuno in televisione vengono portate alla pari con quelle che invece hanno un senso e un fondamento scientifico, si fa un grande servizio alla confusione e alla negatività. E si dà una visibilità a determinati gruppi di persone che non la meritano, anche perché sono al limite rappresentativi di se stessi e certamente non di dati scientifici.”

Tradotto? Certa gente in tv non va invitata. Questa non è informazione, questo è sensazionalismo d’accatto, frammenti di tv spazzatura. Che era già intollerabile di suo in tempi normali, ma che nel bel mezzo della pandemia produce effetti dalle conseguenze irreparabili.