Economia

Che confusione, sarà perché sei Tria

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Stefano Feltri sul Fatto Quotidiano nota oggi che c’è grande confusione sotto il cielo di via XX Settembre, visto che il ministro Giovanni Tria due giorni fa ha detto che i conti della Commissione Europea sulla sua legge di bilancio sono sbagliati, ma ieri ha cominciato a moderare la sua posizione in vista della lettera di risposta all’UE che il governo dovrà inviare la prossima settimana. Feltri parte da una delle tante dichiarazioni di Tria dopo l’incontro con il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno:

“Non ho dubbi sull’impegno dell’Italia per l’euro. È essenziale che la legge di bilancio dimostri questi impegni”. Tradotto: inutile fare rassicurazioni a parole se poi i numeri dimostrano una volontà di scontro che sui mercati spaventa molto più dell ’effettivo extra-deficit. Lo spread, ieri, è tornato a toccare quota 300 che non è affatto indolore.

Secondo quanto ha stimato la Banca d’Italia, l’aumento di spread rispetto a quanto previsto nel Def di aprile ci è già costato 1,5 miliardi e il conto salirà a “oltre 5 miliardi nel 2019 e circa 9 nel 2020, se i tassi dovessero restare coerenti con le attuali aspettative dei mercati”, dice il vice direttore generale di Bankitalia Antonio Signorini.

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Lo spread assorbirebbe più denaro pubblico del reddito di cittadinanza. Tria che ne pensa? Boh. A dimostrare tutta la sua ondivaga confusione prima accusa la Commissione Ue di non saper fare i calcoli nelle sue previsioni, (“défaillance tecnica”) poi annuncia: “Dobbiamo rispondere in modo documentato ristimando tutte le nostre previsioni per vedere se è necessario cambiarle o confermarle”. Tutto chiaro.

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