La macchina del funky

Le chat segrete di Rocco Casalino su Virginia Raggi e il falso

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Qualche Gola Profonda ha passato le chat interne di deputati e senatori a 5 Stelle a Repubblica, che oggi racconta, in un articolo a firma di Giovanna Vitale, chi è l’autore del post di Virginia Raggi pubblicato subito dopo la diffusione della notizia della richiesta di rinvio a giudizio per falso e quella di archiviazione per l’abuso d’ufficio. Si tratta ovviamente di Rocco Casalino: è lui che ha scritto il post in cui per sei paragrafi si parla dell’archiviazione e in 14 parole si liquida l’accusa di falso. Casalino, come di mostrano gli sms in possesso di Repubblica, impartisce istruzioni ai parlamentari, spiegando loro cosa dire per trasformare in un successo una delle pagine più brutte nella storia del Movimento.

Giovedì 28 settembre: è passato da poco mezzogiorno quando la procura di Roma rende noto il rinvio a giudizio della sindaca per falso ideologico e la doppia archiviazione per abuso d’ufficio in relazione alle promozioni di Salvatore Romeo e Renato Marra. Raggi ha appena diffuso sui social la sua difesa. Tutta all’attacco: «Dopo mesi di fango mediatico su di me» sono cadute «le accuse più infamanti», resta solo quella più lieve «e sono convinta che presto sarà fatta chiarezza».
Appena 14 parole per liquidare la bugia pesantissima che la spedirà a processo, le altre 200 spese per insultare stampa e opposizioni, esaltando le due ipotesi di reato accantonate dai magistrati. I deputati Cinquestelle leggono e quasi non riescono a crederci: possibile che sia questa la linea?

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E infatti nella chat poco dopo compare il deputato Vittorio Ferraresi, eletto in Emilia Romagna ma soprattutto laureato in giurisprudenza, che risponde a Rocco Casalino.

Alle 13,49 il giovane Vittorio Ferraresi, eletto alla Camera in Emilia Romagna, scrive su una delle chat dedicata ai parlamentari: «Per comunicazione, state dicendo che sono cadute le accuse più gravi?». Casalino si sente chiamato in causa e alle 13,50 risponde netto: «Sì». E Ferraresi:
«Ok per sapere… Perché falso in atto pubblico è più grave», precisa il grillino, laureato in Giurisprudenza e dunque consapevole. In tempo reale interviene Ilaria Taverna, sorella della senatrice Paola: senza aggiungere alcun commento linka il post di Raggi come a dire, “mandate a memoria”. Ma Casalino non si accontenta.
E per evitare equivoci, alle 13.51 puntualizza, con sintassi resa traballante dalla foga: «Le 2 accuse che riguardano Marra e Romeo di abuso di ufficio. Quelle per cui è stata massacrata. Resta il falso. Che può essere molto grave, ma in altri casi, non in questo». L’eccezione ad Virginiam, appunto. Teoria ribadita per tutto il giorno da Di Maio in giù. Ferraresi a questo punto si arrende: «Vabbè ci siamo capiti», inserendo una faccina che strizza l’occhio.

Per fortuna che almeno lui strizza l’occhio. Significa che almeno qualcuno ci fa, non ci è. E adesso, un evergreen: “Metti che lei capisce tutt’un’altra cosa / e ti fa subito l’occhietto-to”:

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