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Il centrodestra unito è primo e virtuale

Nei giorni scorsi un sondaggio di IPSOS pubblicato dal Corriere della Sera ha ipotizzato un sorpasso del centrodestra unito (Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia) nei confronti del MoVimento 5 Stelle. Il quotidiano oggi ritorna sull’argomento ospitando le opinioni dei leader dei partiti su una coalizione ancora da formare e che lo stesso Matteo Salvini definisce ancora virtuale.

centrodestra unito
Il sondaggio sulle possibili coalizioni (Corriere della Sera, 16 aprile 2017)

Il centrodestra unito è primo e virtuale

Eppure il centrodestra unito, come si vede dalle elaborazioni pubblicate oggi da IPSOS supererebbe anche una eventuale (molto eventuale, visti i rapporti tra i due partiti) coalizione tra Partito Democratico e Articolo UNO – MDP risultando di un punto percentuale sopra l’inedito duo Renzi-Bersani e mezzo punto sopra il M5S di Luigi Di Maio. I risultati di aprile tra l’altro vedono il centrodestra unito in crescita di 1,1 punti percentuali e i suoi avversari nei due poli in calo (i grillini perdono 1,6 punti, i democratici uno 0,2%).

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Il sondaggio di Ipsos pubblicato dal Corriere della Sera (15 aprile 2017)

Certo, un po’ poco per parlare di certezze ma un indizio del potenziale di penetrazione presso l’elettorato di Forza Italia, tornato a essere nella rilevazione di aprile il primo partito del centrodestra, della Lega Nord e del partito di Giorgia Meloni, che è quello che ha guadagnato di più (0,9% in due mesi).

Sondaggi e programmi

Ma il problema, spiegato oggi proprio da Matteo Salvini, è che il centrodestra non ha un programma comune e quindi è virtuale. Il leader della Lega attribuisce il successo della coalizione ai governi regionali guidati dalla Lega, anche se a vedere i numeri il Carroccio perde la leadership del centrodestra e il suo programma nazionale non è in linea con i programmi che hanno portato al successo il suo partito al Nord. Poi spiega che le alleanze si potranno fare solo su obiettivi comuni:

Nelle tre regioni a trazione leghista — Lombardia, Veneto e Liguria — abbiamo dimostrato la nostra forza e affidabilità. Un eccellente segnale per le Amministrative: se vincessimo a Genova, dove la sinistra governa da 70 anni, o nelle altre città, è chiaro che non andremmo solo a eleggere sindaci, ma sarebbe un segnale politico fortissimo. A quel punto si apre la partita: purtroppo manca un programma comune. Io farò di tutto per coinvolgere più persone e più squadre possibili, ma senza snaturarci: la Lega di Salvini non è a rimorchio come ha rischiato di essere in passato.
Un punto fermo: prima gli italiani. Controllo della moneta, dei confini e dell’agricoltura. Chi si allea con la Lega deve avere chiaro che faremo un ultimo tentativo per cambiare le regole dell’Ue. Ma se non funzionasse, siamo pronti a uscirne per ricominciare a contare. Un’Italia che torna sovrana e che finalmente si dà un assetto federale: i tempi sono maturi.

Ma la Lega, tra questi, aggiunge ad esempio il controllo della moneta e l’uscita dall’Unione Europea, ovvero due punti su cui Forza Italia non intende, ad oggi, mediare (anche se Berlusconi ha tirato fuori soluzioni creative come la doppia moneta per avvicinarsi a Salvini). Alla fine qualcuno dovrà cedere se il centrodestra vuole presentarsi unito alle elezioni. Legge elettorale permettendo.