Opinioni

C’è speranza per questo paese e per la seconda ondata di COVID-19

@Vincenzo Vespri|

crisanti lockdown con 8mila contagi video

Qualche mese fa mi sono beccato una multa. Non ero molto convinto che la dovessi pagare, ma per evitare ogni storia, ho pagato regolarmente l’oblazione. In un paese molto civile probabilmente al cittadino sarebbe possibile poter contestare in modo civile ed urbano quello che considera un sopruso. Ma in ogni caso, in ogni paese civile, se uno paga la multa ha terminato ogni pendenza con la giustizia. In un paese civile, ma non in Italia. Non avevo letto che per considerare estinta la multa dovevo inviare una pec alla Guardia di Finanza. Non l’ho fatto ed adesso mi è arrivata la notifica di un’ingiunzione di pagamento. Se il Prefetto non sarà una persona ragionevole, per evitare di ripagare una seconda volta la multa e per mettere la parola fine a questa sanzione amministrativa, dovrò andare a processo facendo opposizione, con costi sia materiali che di tempo perso sia per me che per l’amministrazione dello stato. Quando capitano cose come queste, ho momenti di sconforto e penso che il paese non abbia speranza. Per fortuna che mi capita anche di vedere che c’è una parte sana del paese, sommersa e senza riflettori, che lotta egregiamente contro le inefficienze del paese. Ad esempio, ho incontrato il team d’informatici che ha messo su la piattaforma con cui Crisanti e Zaia hanno monitorato l’andamento della diffusione del Covid in Veneto.
Ci sono due metodi di monitoraggio della diffusione Covid.  Il primo è quello tipo App Immuni. Va bene in paesi con democrazia ridotta, ma appena vi è un minimo diritto alla Privacy è un fallimento. Per funzionare ha bisogno di essere adottato almeno dal 60% della popolazione e dove abbiamo avuto la percentuale maggiore di adesione è stato in Singapore con il 20%.

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Il secondo è quello della bio-sorveglianza che è stato adottato per la prima volta in Veneto ed è stato utilizzato da Fauci in US. Si usano sia i tamponi che la rete dei medici di base per monitorare statisticamente il territorio (il Veneto ha già effettuato 2 milioni di tamponi). Quando emergono focolai, si rende più fitto il campionamento con tamponi per circoscrivere il contagio. Il problema di questo approccio è che è costoso (fare tamponi costa) e richiede un campionamento importante della popolazione.

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Per questa ragione, all’inizio, né il Governo né l’OMS avevano dato via libera a questo approccio, anzi Zaia aveva avuto una minaccia di una procedura d’infrazione da parte della Corte dei Conti per sperperare i soldi pubblici in tamponi e mascherine. Per fortuna Zaia si è assunto le responsabilità del ruolo che ricopriva, ha creduto in Crisanti ed è andato avanti. Gli informatici mi hanno raccontato che il monitoraggio doveva essere precisissimo per poter avere previsioni attendibili al fine di valutare esattamente le effettive necessità. Così sono state evitate sia spese inutili (tipo la costruzione di un ospedale superfluo) e così è stato evitato il tracollo delle strutture sanitarie a causa di un numero troppo alto di malati da ospedalizzare. Mi hanno raccontato di notti insonni quando hanno scoperto la letalità di strutture come le RSA. Son tutte cose che appaiono ovvie adesso, ma non lo erano quando il virus aveva appena iniziato a diffondersi. Vedendo il loro entusiasmo e la loro dedizione, ho capito che l’Italia non sta affondando in un gorgo di melma solo perché ci sono molte, tante persone come loro dedite al dovere e al bene comune e che non esitano a mettersi in gioco e a prendersi responsabilità per mandare avanti la baracca il meglio possibile. Il problema è che abbiamo troppi funzionari pubblici e dirigenti che non si assumono alcuna responsabilità e lasciano affogare tutto in un mare di immobilismo e di burocrazia.

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Che succederà nei mesi prossimi? Secondo me il Governo, secondo il motto andreottiano, tirerà a campare, mentre è probabile che il paese affronterà in autunno la seconda ondata del covid. Non è pensabile un lockdown rigoroso ed estremo come quello di Marzo-Maggio (sarebbe il colpo finale per molte attività economiche). Quindi l’affronteremo come la Svezia ha affrontato la prima ondata: con misure stringenti ma non stringentissime. Ma non lo potevamo fare fin dall’inizio? Secondo me no: gli Italiani dovevano acquisire una mentalità di distanziamento sociale che non fa parte del loro DNA, ed inoltre la densità di popolazione in Italia è decisamente superiore a quella svedese. Adesso siamo mentalmente pronti ad affrontare il contagio. Non credo molto nella virtù taumaturgica del vaccino. Non servirà molto ed in ogni caso arriverà troppo tardi. Credo che si debba ripensare una App meno invasiva di Immuni che possa affiancare la bio-sorveglianza del territorio. So che Singapore ha avviato una sperimentazione in questo senso puntando a token invece che a smartphone. Speriamo che questa nuova App abbia successo e che il Presidente del Consiglio che i Governatori si dimostrano capaci di assumere le proprie responsabilità.

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