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Catalogna, referendum tra le violenze

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Il voto dei catalani per il referendum sull’indipendenza proibito da Madrid non si ferma nonostante le irruzioni della polizia spagnola in alcuni seggi. Sui media circolano le immagini degli agenti in tenuta anti-sommossa che prendono a manganellate gli elettori che si preparano a votare, ma anche quelle delle lunghe code fuori dalle sezioni di voto dove la situazione è tranquilla. Nonostante le cariche i catalani, chiamati alle urna dal governo regionale per una consultazione bocciata dalla Corte costituzionale spagnola, continuano a mettersi in coda davanti ai duemila seggi ancora aperti nella regione.

Catalogna, referendum tra le violenze

Votare non è facile anche tecnicamente dato che il governo di Madrid ha fatto cadere il sistema di voto elettronico regionale, ma molti sono accorsi ai seggi anche per “fare massa” e per proteggerli così dalle irruzioni della polizia. Nel caso della Scuola industriale di Barcellona, il principale centro di voto in Catalogna, sono state addirittura alzate barricate. Il “Govern” catalano ha detto che i feriti e contusi sono 465 alle 17, mentre il ministero degli Interni ha detto che le forze dell’ordine hanno chiuso 92 seggi. Secondo il portavoce dell’esecutivo catalano, Jordi Turull, alle 14 la partecipazione al voto era del 50%.


Due persone sono state arrestate per resistenza, una a Lleida e una a Girona; sempre a Girona è stato arrestato un minore in una circostanza in cui è rimasto ferito un poliziotto; un’altra persona è stata arrestata a Sant Andreu de la Barca. Sono diventati 6 i giudici catalani che hanno deciso di aprire un’inchiesta contro la polizia catalana, i Mossos d’Esquadra, che si è rifiutata di obbedire all’ordine della magistratura del 27 settembre di bloccare le operazioni di voto del referendum illegale sulla secessione della Catalogna da Madrid.

L’inerzia dei Mossos

L’inerzia dei Mossos ha costretto il governo spagnolo a far intervenire la polizia nazionale e la Guardia Civil, che è ricorsa anche all’uso di proiettili di gomma per fermare gli indipendentisti che in almeno tre occasioni li hanno circondati. L’ultimo bilancio dei servizi di emergenza catalani è 465 feriti di cui 2 gravi. Sul fronte opposto il ministero del’Interno spagnolo ha riferito di 11 agenti feriti, 9 della polizia e 3 della Guardia Civil.


Il Dipartimento della Salute ha precisato che i feriti sono stati 216 a Barcellona, 80 a Girona, 64 a Lleida, 53 nelle Terres de l`Ebre, 27 nella Catalogna centrale e 25 a Tarragona. I due feriti più gravi, tra cui una persona ferita a un occhio da una pallottola di gomma, sono in ospedale a Barcellona.

Le due polizie fanno a botte

Si moltiplicano con il passare delle ore gli episodi che vedono contrapposti in alterchi o in veri confronti fisici da una parte i Mossos d’Esquadra – la polizia catalana – e dall’altra la Guardia Civil o la Policia nacional. I Mossos, che avrebbero dovuto sigillare i seggi su ordine della magistratura, si sono limitati a redigere dei verbali, secondo numerose testimonianze; quando sono intervenute con decisione le altre forze dell’ordine – rafforzate a Barcellona da migliaia di effettivi arrivati da tutta la Spagna -, in alcuni casi i Mossos hanno cercato di frapporsi per evitare una mano troppo dura sui votanti ai seggi.

Ne sono nate discussioni animate, come ha constatato l’ANSA, o principi di tafferugli visibili in vari video in rete con i Mossos, sempre in minoranza e armati alla leggera, spintonati via da poliziotti e guardie civili in assetto antisommossa. In una foto molto ritwittata si vede un Mosso piangere sulla spalla di un giovane, mentre secondo l’autore dello scatto alle sue spalle la polizia nazionale carica i votanti. I sindacati di polizia spagnoli hanno annunciato azioni legali contro il capo dei Mossos d’Esquadra, la polizia regionale catalana, Josep Lluis Trapero, e i suoi collaboratori per la “scandalosa” attuazione delle misure per impedire lo svolgimento del referendum catalano e la “vergognosa leggerezza” usata dai suoi uomini.

La carica dei poliziotti ai pompieri

Gli agenti antisommossa spagnoli hanno caricato con i manganelli anche un gruppo di vigili del fuoco catalani, in divisa e con il casco, che stavano presidiando un seggio in cui si votava per il referendum catalano. E’ quello che si vede in un breve video diffuso da vari media, fra cui l’Independent, che dice che è stato girato a Barcellona. Nelle immagini si vedono gli agenti che allontanano i pompieri colpendoli con i manganelli sulle gambe e con calci.


Sono 319 i seggi allestiti per il referendum in Catalogna in cui non è stato possibile votare a causa dell’intervento della polizia spagnola. Lo ha comunicato il portavoce della Generalitat (regione autonoma) catalana, Jordi Turull.

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