Opinioni

Il reddito agli Spada, le case popolari ai Casamonica

Dopo gli Spada tocca ai Casamonica. La maledizione del cognome che diventa un precedente penale, che vale per la famiglia di Ostia che ieri si è vista negare il reddito di cittadinanza dal ministro Di Maio, investe anche i parenti della famiglia sinti abruzzese si ritrovano a venire indicati sui media come richiedenti di alloggi popolari ma senza il diritto di farlo in base a motivazioni misteriose:

Al Caf di viale Paolo Orlando, a Ostia, dove sono stati richiesti i modelli Isee degli Spada, non rilasciano dichiarazioni. «Non si può parlare, ogni assistito ha diritto alla riservatezza. I nostri dati sono sensibili e protetti dal segreto professionale. Non si possono rivelare i nomi dei richiedenti», spiegano al numero verde del patronato Fnp-Cisl di Roma.

D’altra parte, lo scorso gennaio all’ufficio delle politiche abitative del Campidoglio sono arrivate le domande di una casa popolare da parte di 27 famiglie rom di cui 7 targate Casamonica. Tutte, a vario titolo, componenti del clan residente al Quadraro e sfrattate a novembre. Senza più una casa, con figli a carico e redditi bassi se non inesistenti. Almeno all’apparenza.

Ogni domanda presentata ha un solo obiettivo: ottenere la casa comunale. Il sogno di molti: canoni bassi e «una volta dentro non ti butta fuori nessuno». E al Comune di Roma altro non hanno potuto fare che inserire i Casamonica nelle graduatorie per l’assegnazione. Del resto il piano è stato concepito dalla sindaca Raggi per dare una sistemazione dignitosa a quanti vivono in condizioni ai limiti.

In realtà la storia delle proteste della politica risalgono al 2015, quando di giunta ce n’era un’altra: anche lì all’epoca c’era un assessore che denunciava lo scandalo – Stefano Esposito, che aveva la delega ai trasporti – e gli uffici che gli spiegavano che è impossibile negare un diritto in base al sangue. La parte divertente della vicenda è che sono le leggi attuali a garantire la possibilità di chiedere il reddito di cittadinanza e le case popolari. I politici, invece, sono quelli che hanno il potere di cambiare quelle leggi. Non lo fanno, però si lamentano delle case popolari ai Casamonica o del reddito di cittadinanza agli Spada. Ma non sarà una presa per il culo?

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Alessandro D'Amato

Il direttore di neXt Quotidiano