Opinioni

Carlo Giovanardi gliele canta a Vasco Rossi

Carlo Giovanardi, senatore di Idea Popolo e Libertà, è intervenuto stamattina ai microfoni di ECG, il programma condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio su Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano. Sul concerto di Vasco Rossi: “E’ andata benissimo perché giustamente sono state approntate misure di sicurezza straordinarie con l’impegno di migliaia di uomini. Ci sono stati controlli preventivi anche per evitare come accaduto in tanti altri concerti l’afflusso e l’uso di Alcol e di droga. La prevenzione serve, questo evento l’ha dimostrato. Se le mie denunce sono state importanti? Direi proprio di sì, le cose sono andate bene, c’è stata una prevenzione e una messa in campo di forze straordinarie. Certo, è costato per due giorni il blocco di una città, ma l’importante è che il concerto si sia svolto in completa sicurezza”.
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Ancora su Vasco Rossi: “Lui tre volte mi ha preso in giro, ma è una cosa rituale. Io sono anticonformista, lui è conformista. Le sue tesi ormai vanno sulla tv di Stato. Lui dice che si muore di Giovanardi e non di droga, io dico invece che si muore di droga, la droga l’ho combattuta e la combatto ancora. Ho combattuto contro le stragi del sabato sera, ho la mia idea dell’educazione e della formazione dei giovani che è diversa dalla sua. Io sono contro la liberalizzazione delle sostanze, lui mi par di capire che sia favorevole alla cannabis. Io mi sento sinceramente anticonformista, Vasco Rossi ha usato la tv di Stato, Bonolis lo ha ripreso, non capisco poi la gente cosa abbia capito quando Bonolis ha fatto la tirata contro il conformismo citando il mio nome. Certo, io avrei gradito che in questa occasione straordinaria Vasco Rossi avesse fatto un appello contro la droga. Un appello fatto da lui, in una occasione di questo tipo, avrebbe avuto una grande efficacia”.

Sul caso del piccolo Charlie Gard: “Nel 38 Hitler rispose alla supplica di due genitori che gli chiedevano di far morire il figlio. Hitler mandò il suo medico e alla fine acconsentì alla richiesta di quei genitori. Poi estese il programma a tutti quelli che erano in certe condizioni. Ai genitori che non volevano saperne di far morire i figli, raccontava che li avrebbe mandati in ospedali specializzati per curarli, quando morivano mandava una lettera a casa dicendo che il ragazzo era morto di polmonite. Quanto accade ora è ancora peggio.Qui non solo i genitori non ne vogliono sapere, ma per sentenza si dichiara la morte di un bambino. Non si vergognano, come si vergognavano i nazisti al tempo”.

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