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Carla Padovani: «Il PD sull’aborto non ha una linea chiara»

carla padovani verona

Carla Padovani, capogruppo del Partito Democratico nel consiglio comunale di Verona, da ieri è sulla graticola per il voto favorevole dato alla mozione sull’aborto presentata dalla Lega e in molti nel suo partito ne stanno chiedendo le dimissioni dalla carica e l’espulsione. Lei, in un’intervista a Repubblica, ricorda a tutti quello che in pochi nel PD ammettono, ovvero che se il partito non ha una linea chiara (è lo stesso partito che non cacciò mai la Binetti) non è colpa sua:

Perché, da capogruppo Pd, ha votato la mozione pro-aborto della Lega?
«Non mi pare che sul tema il Pd abbia una linea chiara e il codice etico del partito all’articolo 2 parla di libertà di coscienza. L’ho applicato, su un tema universale come la vita, che coinvolge direttamente la mia coscienza».

Tutti invocano le sue dimissioni: perché resiste?
«La mozione non era strumentale e non va contro la 194. Io ho votato solo la parte deliberativa per stanziare fondi a sostegno delle associazioni che operano a sostegno della vita: in particolare per quelle che aiutano le ragazze madri». Non pensa che la 194 sia un presidio delle donne e della vita? «L’aborto certo non sostiene questo. Io sto con ogni iniziativa pro vita, da quella nascente a quella dei migranti. Non si possono fare distinguo e la vita non è esclusiva di uno o dell’altro partito».

Si sente ancora di rappresentare il Pd a Verona?
«Sono in pace con la mia coscienza, politica e umana. Ho votato per me, non da capogruppo di partito. E trovo strane tante polemiche».

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