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Camporini, Tricarico, Arpino: tre generali contro la ministra della Difesa

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Elisabetta Trenta da qualche giorno si trova sotto il fuoco amico di Matteo Salvini e del suo partito, visto che anche il sottosegretario Angelo Tofalo del MoVimento 5 Stelle l’ha attaccata di recente. Ma ora ci si mettono anche i generali.

Camporini, Tricarico, Arpino: tre generali contro la ministra della Difesa

I protagonisti del boicottaggio sono Mario Arpino e Vincenzo Camporini, entrambi ex capi di Stato maggiore della Difesa, e Leonardo Tricarico, dell’Aeronautica. I tre«ribelli» contestano al governo una serie di (presunte) mancanze nei confronti dei militari: dalle scelte organizzative alle «dichiarazioni di vuoto pacifismo» del premier, fino ai tagli alle pensioni.

Il fronte è stato aperto da Mario Arpino, con una dichiarazione pubblicata dal sito dell’agenzia Adn Kronos: «Non è tollerabile la gogna mediatica a cui sono stati sottoposti i pensionati. Non ne faccio una questione personale: trovo inaccettabile sentire parlare di pensioni d’oro, quasi incitando all’odio di classe. Sarebbe ipocrita da parte mia stringere le mani di chi ha tagliato le pensioni. Penso che l’indecisione di questo governo su tantissimi temi sia molto grave. Le questioni militari, penso ad esempio agli F-35, sono passate completamente in secondo piano».

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I tre generali contro la ministra Trenta (Corriere della Sera, primo giugno 2019)

Vincenzo Camporini ha invece espresso la propria posizione su Facebook: «Troppe le disattenzioni del governo nei confronti dei temi della Difesa, non me la sento di avallare ipocritamente con la mia presenza una gestione che sta minando un’istituzione di cui il Paese deve essere orgoglioso». «Non parteciperò perché sarebbe ipocrita applaudire i nostri soldati in compagnia di soggetti che stanno contribuendo a un progressivo e, per certi versi, irreversibile indebolimento delle Forze Armate», ha invece spiegato Leonardo Tricarico. E intanto Salvini torna a provocare. A Potenza, rispondendo alle domande dei giornalisti sull’assenza di alcuni generali, il leader della Lega ha sottolineato di essere “al fianco delle nostre forze armate in Italia e nel mondo. E penso che sia dovere di un ministro – ha proseguito – essere sempre e comunque al fianco delle proprie donne e dei propri uomini. Se qualcuno non c’è, evidentemente, è perché non ha sentito sempre questa presenza e questa vicinanza”.

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