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Per Calenda i poveri fanno i poveri e i ricchi fanno i ricchi

Uscita infelice per il candidato sindaco della Capitale, Calenda su Twitter propone un impiego ai percettori del Reddito di Cittadinanza come spazzini. Scoppia la polemica sotto il tweet

Carlo Calenda gaffe su Twitter Reddito di cittadinanza Gaffe

Probabilmente Calenda avrebbe voluto dare tutt’altro significato al suo tweet ma certamente non c’è riuscito. E il mondo dei social non lo ha perdonato. Il leader e fondatore di Azione questa mattina è tornato sul tema del reddito di cittadinanza. “Io credo che si possa chiedere, senza ledere la dignità di nessuno, a chi percepisce il RDC ed è in grado di farlo, di collaborare alla pulizia della città – scrive il candidato sindaco di Roma sul suo profilo-. Mezza giornata di lavoro, con integrazione salario. Ripristiniamo la figura dello spazzino di quartiere. Presidio di decoro”.

Non è un mistero che il fronte di cui fanno parte Calenda e Renzi, che ieri ha annunciato l’avvio delle firme per un referendum abrogativo nei confronti del reddito di cittadinanza, non abbia mai visto di buon occhio la misura introdotta nel corso del primo governo Conte.

Per Calenda i poveri fanno i poveri e i ricchi fanno i ricchi, scatta la polemica sui social

In poche ore Calenda è diventato un trend topic di Twitter. L’ex ministro dello sviluppo economico ha dovuto incassare moltissime critiche per la sua considerazione, interpretata come una volontà classista di destinare lavori umili a persone meno abbienti.

Anche il celebre vignettista Makkox, Marco D’Ambrosio, ha commentato il post dell’aspirante sindaco di Roma.

Con lui in molti però i cittadini che hanno risposto nervosamente all’appello lanciato da Calenda. “Calenda ha il raro dono di essere infinitamente classista, sostanzialmente ignorante, sprezzante fino al ridicolo. E di non essere votato da praticamente nessuno. Almeno Renzi i voti a un certo punto li prendeva”, scrive uno. E ancora “Lo spazzino, se ti serve, lo assumi e, oltre ad uno stipendio dignitoso, gli dai tutele, ferie, malattia e soprattutto una prospettiva di vita tramite un contratto stabile. Il RdC serve per chi tutto questo non riesce ad ottenerlo, non in sua sostituzione. Basta cazzate, su!”