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«Cacciate Nicola Morra dal M5S»

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nicola morra m5s 1

Gli Attivisti Anonimi calabresi del MoVimento 5 Stelle contro Nicola Morra. Il senatore e presidente della Commissione Antimafia si è dissociato dalla candidatura di Francesco Aiello ben prima della polemica sul cugino in odore di ‘ndrangheta, ma adesso la base grillina in Calabria chiede la sua testa. In base ad altre presunte parentele. Racconta oggi Il Giornale:

L’esponente M5s non è nuovo a frizioni con la base anche sesta volta sono gli attivisti a rinfacciare allo stesso Morra qualche scheletro nell’armadio. «Si è fin da subito sottratto dalla competizione elettorale come ogni volta che alle elezioni si presenta qualcuno dei fratelli Gentile (Antonio e Pino, politici di lungo corso legati prima a Forza Italia e oggi alla Lega, ndr). Ed è paradossale che proprio il senatore parli di parentele imbarazzanti. Dovrebbe dimettersi immediatamente dall’Antimafia e spiegare quali rapporti lo legano ai soci in affari di suoi strettissimi e vivissimi congiunti».

Quali rapporti? Si tratta di voci del coinvolgimento del figlio Emilio in alcuni affari con personaggi discussi, rivelati per primi dal sindaco di Cosenza Mario Occhiuto: «Un suo stretto congiunto – aveva scritto sui social il fratello del deputato azzurro Roberto Occhiuto – esercita le sue attività imprenditoriali spesso in società con soggetti in odor di mafia». Illazioni poi riprese l’anno scorso dal quotidiano La Verità ma finora senza alcuno tipo di sviluppo giudiziario. Fatti che però riemergono adesso e che mettono in imbarazzo non solo il presidente dell’Antimafia ma tutto il Movimento.

nicola morra m5s

È vero che dietro Morra ci sarebbero i fratelli Gentile, storici signori delle tessere e nemici acerrimi (politicamente) dei fratelli Occhiuto?

Contattato dal Giornale Morra risponde con un sms: «Sono in Usa. Sto lavorando su benaltro». Certo, a pensar male si fa peccato, ma la mente torna a uno strano episodio. Una volta Morra invitò a casa sua uno stretto collaboratore degli Occhiuto, registrò la conversazione e la girò alla Procura adducendo fantomatiche ipotesi investigative e investendo così indirettamente l’Antimafia. Allora la vicepresidente Jole Santelli, oggi rivale di Aiello nella corsa a governatore, puntò il dito contro Morra accusandolo di fare «l’investigatore abusivo e privato a casa sua» e di aver recapitato il brogliaccio a un magistrato «gradito» dallo stesso Morra.

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Piccola parentesi: come ricorda Maurizio Gasparri il magistrato che ha ricevuto il brogliaccio è stato poi chiamato a collaborare in commissione Antimafia. Un gesto gentile, no?

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