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Brexit, ultimi sondaggi e bookmakers

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Brexit, ultimi sondaggi, previsioni dei bookmakers e Borse: sono questi gli strumenti a cui ci si rivolge per avere un termometro sul risultato del voto in Gran Bretagna, in assenza di exit poll ufficiali. Anche se il rischio flop è dietro l’angolo. A urne chiuse, alle 23 italiane, le schede elettorali verranno trasportate nelle 382 circoscrizioni (326 in Inghilterra, 32 in Scozia, 22 in Galles, una in Irlanda del Nord e una a Gibilterra) ed inizierà il conteggio. Non ci saranno exit-poll, ma soltanto un nuovo sondaggio (opinion poll) diffuso dall’istituto You Gov. Quindi, i primi dati reali dovrebbero arrivare intorno all’1.30, mentre fra le 3 e le 5 si potrà avere un quadro più completo. Alle 8 italiane ci sarà l’annuncio ufficiale sull’esito del voto.

Brexit, sondaggi e bookmaker

Affidarsi ai sondaggi potrebbe essere rischioso, perché nelle ultime settimane le rilevazioni sono state ballerine. Si è passati da una netta prevalenza del remain a fine maggio, fino al sorpasso del leave‘, per arrivare al testa-testa finale. Sui sondaggi, del resto, la storia insegna che c’è poco da fidarsi. Solo per restare in Gran Bretagna, alle ultime elezioni politiche tutti gli istituti di ricerca assicuravano un testa a testa tra il conservatore Cameron ed il laburista Miliband, ma le urne certificarono il trionfo del premier uscente. Anche il referendum sull’indipendenza della Scozia, nel 2014, premiò il fronte del no, a dispetto di alcuni sondaggi che puntavano sull’uscita dal Regno Unito. Sul voto scozzese avevano visto giusto i bookmakers, che riguardo al referendum sulla Brexit puntano su un largo successo dei pro-Ue. Un altro segnale, poi, potrebbe arrivare dalle borse asiatiche. Oggi l’Europa ha chiuso con il segno più. I mercati, nell’ultima settimana, sono volati alto scommettendo sul remain, perché l’assassinio della deputata laburista Jo Cox è stato percepito come una possibile svolta per mettere all’angolo gli euroscettici. Uno studio del centro di ricerca Populus dà i favorevoli alla Ue in vantaggio di 10 punti, 55% contro 45%. Un sondaggio di Ipsos Mori invece indica in lieve vantaggio, al 52 per cento, l’opzione del ‘Remain‘, la permanenza britannica nell’Unione Europea. L’ipotesi opposta del ‘Leave‘, l’uscita dalla Ue, si attesta invece al 48 per cento. Il sondaggio è stato condotto fra martedì e ieri per conto del quotidiano The Evening Standard. Indipendentemente da quale sarà il verdetto delle urne, l’industria del gambling, quella delle scommesse e del gioco d’azzardo, ha già vinto. Come fa sapere PoliticalBetting, sito che si occupa di scommesse su eventi politici, solo il 21 e 22 giugno, i due giorni prima del voto, sono state fatte puntate per oltre 3 milioni di sterline (per lo piu’ via Internet e con tre quarti delle scommesse su “remain”). Per William Hill, la maggiore società britannica di scommesse, in totale le puntate toccheranno i 20 milioni di sterline. Il bookmaker spera di superare il proprio record di 3,25 milioni di sterline toccato nel 2014, quando gli scozzesi erano stati chiamati a decidere se continuare a fare parte del Regno Unito (all’epoca vinse il “remain”). “Le puntate sono enormi. E’ l’evento politico maggiore di tutti i tempi, in qualunque posto”, ha detto Mike Smithson, fondatore di PoliticalBetting.com.

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Brexit: le scommesse su Betfair

Brexit: ultimi sondaggi e i conti del Financial Times

Intanto il sondaggio dei sondaggi, ovvero la summa delle rilevazioni pubblicato dal Financia Times dice che il Remain ha un vantaggio limitato sul Leave.  A favore della Ue risulta il 48% degli interpellati contro il 46% dei favorevoli al Brexit. Gli ultimi rilevamenti, effettuati ieri, hanno registrato il 55% di Remain contro il 45% di Leave nel sondaggio effettuato da Populus su 4.700 persone. Tra i 1.032 interpellati da ComRes, il 48% votera’ per il Remain, il 42% per l’uscita e l’11% è indeciso. La poll di Tns (2.320 partecipanti) assegna il vantagio al Brexit con il 43% contro il 41% del Remain e l’11% di indecisi. Brexit in vantaggio di un soffio per Opinium (3.000 interpellati) con il 45% contro il 44% del Remain. YouGov (3.766 partecipanti) vede il 51% a favore della permanenza nella Ue contro il 49% che vuole l’Out. Per IpsosMori il 52% è pro-Ue e il 48% voterà per l’uscita, con zero indecisi. Il voto si chiude alle 22 locali (23 ora italiana) e risultati si sapranno man mano nella notte.

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Brexit: la vignetta dell’Economist

Se la Gran Bretagna dovesse uscire dall’Unione europea il downgrading da parte dell’agenzia di rating Standard and Poor’s sarebbe praticamente immediato, secondo Moritz Kraemer, a capo della divisione che segue le valutazioni sullo stato di salute dei paesi per l’agenzia, che lo ha detto in una intervista al quotidiano tedesco Bild. “Se la Gran Bretagna decidesse per la Brexit, il rating ‘Aaa’ (il massimo possibile) sarebbe rivisto al ribasso entro un breve periodo di tempo”, ha detto. L’economista sottolinea come con un’uscita la situazione nel Regno Unito diventerebbe meno prevedibile e razionale, anche perché non esiste un piano chiaro post-Brexit. Kraemer già ad aprile aveva detto che con la vittoria del fronte che vuole lasciare l’Unione, un taglio sarebbe stato probabile, visti i forti legami del Paese con l’Europa in termini politici, finanziari e commerciali.

Brexit: le infografiche