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Bomba d'acqua a Roma: attesa nel primo pomeriggio

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È ancora da codice rosso l’allerta meteo nella Capitale, dove si attende una bomba d’acqua nel pomeriggio. È quanto fanno sapere dalla sala operativa della Protezione Civile di Roma. Il nubifragio che ha colpito la città a partire dal mattino sembra aver concesso una tregua, ma nel primo pomeriggio le condizioni meteo potrebbero di nuovo peggiorare per toccare il picco nel tardo pomeriggio o in serata. Dopo l’ordinanza del prefetto sulle scuole chiuse quindi l’emergenza maltempo non sembra essersi fermata. È bene segnalare che la decisione del blocco renderà probabilmente molto più facile la vita ai romani costretti a spostarsi in automobile domani (si sa, a Roma quando piove le auto spuntano come i funghi) e rende sicuramente felici agli studenti, che giustamente troveranno molto di meglio da fare una mattina di novembre rispetto che rimanere infilati in istituti fatiscenti come quelli di oggi. Però, però. In primo luogo, Curzio Maltese sfotteva in un editoriale di qualche secolo fa commentando la chiusura di Malpensa causa neve dicendo: «Ma tu pensa, la neve a Milano a Natale. E chi l’avrebbe mai pensato, eh?». La stessa cosa si potrebbe dire oggi: piove a novembre, dov’è la notizia? E possibile non ci sia altro modo per organizzarsi? In realtà il problema è proprio questo.  Perché c’è da scommetterci che domani a Roma ci saranno situazioni di piena emergenza, strade allagate, alberi che cadono, cantine che traboccano e così via. Ma la responsabilità di tutto ciò non è di Giove Pluvio e nemmeno delle scie chimiche. La responsabilità è di chi non fa per tutto l’anno manutenzione delle strade e delle fognature e poi quando piove se la risolve urlando all’emergenza. Tanto, le precauzioni non sono mai troppe e in ogni caso la città accetterebbe di più la sospensione di un servizio essenziale per un giorno piuttosto che doversi sorbire la città, oltre che allagata, anche completamente bloccata. Questo però succede perché le amministrazioni non fanno il loro lavoro durante il resto dell’anno. Emergenza un par de palle, si dice da queste parti.
 

Foto e video da Twitter della bomba d’acqua a Roma

 



Come abbiamo già spiegato, la «bomba d’acqua» non si dovrebbe chiamare così. il termine più corretto è quello di nubifragio, ma la bomba d’acqua viene utilizzata per segnalare un fenomeno che può potenzialmente fare danni a persone o a cose. Tra i responsabili della sua formazione ci sono la mancanza di vegetazione e il terreno già saturo d’acqua. Alessandro Fuccello dell’aeronautica militare spiegava qualche tempo fa a Panorama: «Il termine bomba d’acqua non è un termine tecnico usato negli ambienti della meteorologia. In meteorologia, per indicare precipitazioni molto intense e violente, legate quasi sempre a nubi temporalesche, si usano termini quali  rovesci temporaleschi forti, acquazzoni, nubifragi, o, andando più sul tecnico, celle temporalesche, sistemi convettivi singoli o multipli. Tali termini descrivono fenomeni, anche di breve durata ovvero da mezz’ora a 2-3 ore, che però possono far precipitare sul nostro territorio quantitativi di pioggia o grandine considerevoli fino anche a 70-90 mm/h».
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Cos’è una bomba d’acqua (infografica del Corriere della Sera, 11 ottobre 2014)

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