La macchina del funky

Bersani e i soldi che Grasso deve al PD

Pierluigi Bersani rilascia un’intervista a Stefano Cappellini su Repubblica nella quale delinea la strategia di Liberi e Uguali per le elezioni e per il dopo e risponde al Partito Democratico sulla vicenda degli 82mila euro che Pietro Grasso ancora deve ai dem, che sta costituendo argomento di campagna elettorale. La prima battuta di Bersani è su una possibile alleanza con il PD dopo le elezioni: è evidente che l’ex segretario immagina una situazione nella quale alla chiusura delle urne i risultati costringano Renzi a dimettersi e il partito a un rinnovo della leadership:

Ma con il Pd siete disposti a discutere dopo il voto?
«Andremo a tutti i confronti possibili nel campo di centrosinistra. Se le elezioni costringessero il Pd su una piattaforma in netta discontinuità con il passato si potrebbe aprire una discussione. Se invece il Pd esce dalle urne dicendo “siamo come eravamo”, la sua strada può essere solo Berlusconi».
Però il governo con Berlusconi lo fece il suo Pd.
«Io ho detto che non avrei fatto governi con Berlusconi e non li ho fatti, perché non è obbligatorio avere una poltrona di governo. Il governo Letta, che rese impossibili le leggi ad personam, fu abile a spaccare la destra, e noi il giaguaro lo avevamo davvero un po’ smacchiato. Poi è stato resuscitato grazie al patto del Nazareno».

pierluigi bersani matteo renzi
Poi Bersani ragiona sull’eventualità di un governo con il MoVimento 5 Stelle:

Se Di Maio vi chiedesse i voti per far partire un governo M5S?
«Nel caso andiamo lì, streaming o no, e diciamo: diritti del lavoro, investimenti su ambiente e territorio per dare lavoro, servizi universalistici su sanità e scuola, fisco fedele e progressivo, civismo e diritti. Questi sono i titoli. Sia chiaro, non sto proponendo un’alleanza, perché non togliamo le castagne del fuoco a nessuno. Ma non do alibi ai 5 stelle. Sono loro che non discutono e l’impotenza del M5S è un guaio per l’Italia».
M5S ha appena contribuito ad affossare lo Ius soli.
«Il loro opportunismo si è sommato al cinismo della destra e alla pavidità del governo e del Pd. Con l’addio allo Ius soli stiamo seminando rancore in 800 mila persone. Un gesto che pagheremo. Comunque se Di Maio dice fuori dall’Europa, gli dico ciao. Se non discute di Ius soli, idem».

bersani m5s pd
Infine, il leader di LeU si schiera dalla parte di Grasso nella vicenda dei soldi da dare al PD:

Il tesoriere Pd Bonifazi chiede a Grasso 80 mila euro di arretrati.
«Della questione non so niente. Sono esterrefatto di come gente che ha buttato milioni di euro per una incredibile campagna referendaria e si è impegnata a raccogliere soldi più per la Leopolda che per il partito ora voglia scaricare su Grasso i cassintegrati Pd. E che sui giornali sia questo lo spazio che si trova per Grasso».