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Le tre condizioni di Berlusconi per non uscire dall'euro

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Oldies but goldies: il Corriere della Sera e il Giornale riportano oggi le tre condizioni di Silvio Berlusconi per non uscire dall’euro, come anticipazione del nuovo libro di Bruno Vespa. Inutile ricordare che erano le stesse tre condizioni che una settimana fa segnalò il Sole 24 Ore come pronunciate sempre dal Cavaliere durante un intervento telefonico a un club di Forza Italia a Quartu in Sardegna:

Il leader di Forza Italia spiega che si potrà rimanere nell’euro «solo se si verificheranno tre condizioni»:«Primo: la Bce deve fare la banca centrale e garantire i debiti sovrani degli Stati dell’euro, stampando moneta, se necessario. Secondo: l’euro deve tornare alla parità col dollaro. Terzo: la Bce deve immettere nell’economia ingenti quantità di liquidità come hanno fatto e fanno Stati Uniti, Giappone e Cina». Il nostro governo, secondo Berlusconi, deve assolutamente pretendere e ottenere un cambiamento della politica monetaria dell’Unione europea. E per convincere gli euroburocrati e la Merkel, «queste richieste dovranno venire da tutti i paesi del Mediterraneo insieme. Solo così, ci potrà essere qualche speranza di ottenerle».

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Da Il Giornale del 2 novembre 2014

LE TRE CONDIZIONI DI BERLUSCONI PER NON USCIRE DALL’EURO

Delle tre condizioni di Berlusconi per non uscire dall’euro avevamo già parlato qui. Sui tre punti non è d’accordo il professor Luigi Zingales

Delle tre condizioni solo la terza è vagamente fattibile all’interno dei trattati esistenti (anche se incontra la feroce opposizione dei tedeschi). La seconda è contraria al mandato della BCE e molto pericolosa a livello internazionale perché potrebbe innescare una guerra al ribasso tra valute che avrebbe effetti devastanti sul commercio internazionale. La prima non solo è contraria ai trattati costitutivi della BCE, ma è la cosa contro cui tutti i banchieri centrali si schierano. Sarebbe come ritornare alla situazione precedente al “divorzio” tra Tesoro e Banca d’Italia del 1981. I tedeschi (e non solo) preferirebbero uscire non solo dall’euro, ma dalla stessa Unione Europea piuttosto che accettare questa condizione.

 
MA NEGLI USA NON SI FANNO TANTI PROBLEMI
In realtà però le cose sono più mosse di così. Tra la monetizzazione esplicita e la situazione attuale vi sono vie di mezzo che le altre Banche Centrali hanno perseguito con successo, portando i tassi di interesse sui titoli di stato a livelli bassissimi, a volte inferiori all’inflazione. Ad esempio la Federal Reserve degli Stati Uniti.
Schermata da 2014-10-25 18:45:01
 
SI PUÒ FARE?
Secondo la BCE comprare illimitatamente titoli di debito sul mercato secondario non è esplicitamente proibito dai trattati – l’OMT è questo – e può essere giustificato per ripristinare il funzionamento dei meccanismi di trasmissione monetaria. Alla Germania davvero converrebbe far saltare l’euro per questo? Alcuni lo pensano, come Hans-Werner Sinn, presidente dell’Ifo e capo dei “falchi”, per il quale addirittura dovremmo ripagare i debiti in oro

Inoltre, la Bce dovrebbe reintrodurre il requisito che prevede il rimborso dei debiti Target2 in oro, come avveniva negli Stati Uniti prima del 1975 per ripianare i bilanci tra i distretti del Federal Reserve System.

Ma è difficile immaginare la Merkel che fa saltare l’euro solo per questo. E poi se le cose andassero davvero come dice Zingales, cioè fosse la Germania ad abbandonare l’euro, non sarebbe lo scenario peggiore.