Politica

Beppe Grillo e l’idraulico scelto con il sorteggio

beppe grillo virginia raggi roberto fico

Sabino Cassese sul Corriere della Sera di oggi ha il torto di prendere sul serio Beppe Grillo e le sue proposte sui politici scelti con il sorteggio e la ragione di farlo a pezzi con un ragionamento talmente semplice e lineare che sarà difficile che il fondatore del MoVimento 5 Stelle lo comprenda:

Se i 47 milioni di cittadini aventi diritto alla partecipazione politica attiva dovessero approvare da casa (articolo per articolo, come prevede la Costituzione), le circa cento leggi che il Parlamento approva ogni anno, dovrebbero prendere da otto a dieci decisioni al giorno, ogni giorno dell’anno, comprese le festività.

Ma in questo modo lascerebbero nelle mani di incontrollati decisori tutte le norme secondarie nazionali che le leggi comportano (decreti, regolamenti, direttive), nonché tutte le leggi e decisioni regionali e locali. Infine, l’estrazione a sorte dà certamente a ciascuno dei sorteggiabili eguali «chance», ma quali garanzie assicura alla collettività sulla bontà delle persone così individuate e sulla loro capacità di interessarsi delle sorti collettive?

nik il nero palazzo chigi casalino conte - 6
Nik il Nero con Beppe Grillo e Rocco Casalino

Se il rubinetto di casa perde o la gamba di un tavolo non regge, accetteremmo di chiamare in base a sorteggio idraulico o falegname? Ci farebbe piacere che il chirurgo che ci deve operare, o il pilota dell’aereo sul quale ci imbarchiamo, venissero sorteggiati, invece di aver superato rigorosi esami?

Perché non riconosciamo che il politico debba essere un professionista con requisiti e capacità almeno pari all’idraulico, al falegname, al chirurgo o al pilota, visto che gli affidiamo le sorti della società in cui viviamo e quelle delle scuole, delle strade, dei servizi di trasporto, del controllo dell’economia, della difesa delle frontiere, della salute pubblica, e cosi via?

Leggi sull’argomento: Così il M5S vuole riscrivere la TAV