Opinioni

Davide Fabbri: il barista ucciso a Budrio durante una rapina

Un barista della frazione Riccardina di Budrio, popoloso Comune della provincia di Bologna, è stato ucciso durante un tentativo di rapina. Si tratterebbe del figlio del titolare, Davide Fabbri. Il malvivente gli avrebbe sparato, a quanto pare per una sua reazione alla richiesta di soldi, e poi è fuggito a piedi ed è ricercato dalle forze dell’ordine, mentre nell’esercizio che è situato sulla strada che da Budrio porta a Mezzolara sono intervenuti i carabinieri per i rilievi. Il sindaco Giulio Pierini sul proprio profilo Facebook, condannando l’episodio e esprimendo solidarietà ai familiari delle vittime, ha annunciato che la manifestazione prevista per oggi insieme agli amministratori e sindaci della Città Metropolitana è annullata.
barista budrio giulio pierini

Nella serata di sabato 1 aprile un barista è stato ucciso durante un tentativo di rapina nel suo locale, nella frazione Riccardina. Il killer, fuggito a piedi, è ricercato da tutte le forze dell’ordine della zona. Si tratta di un fatto di un’efferatezza e una gravità inaudite per Budrio e per qualsiasi altro territorio. Sono inorridito per quello che è successo, ma fermo nel voler reagire immediatamente e senza tentennamenti a quello che è accaduto. Come comunità di Budrio dobbiamo respingere a testa alta questa violenza e chiediamo alle autorità competenti di assicurare alla giustizia il responsabile nel più breve tempo possibile. Vogliamo vivere senza paura e liberi da ogni tipo di violenza e mi batterò perché questo venga garantito alle nostre attività commerciali, economiche e a tutti i cittadini.
Budrio vuole essere una comunità sicura per tutti quelli che la abitano: il mio impegno in questa direzione è massimo.
Esprimo la mia profonda vicinanza ai famigliari della vittima.
La manifestazione prevista per oggi (domenica 2 aprile), insieme agli amministratori e sindaci della Città Metropolitana di Bologna è annullata.

L’omicida aveva il volto coperto, era vestito con qualcosa di simile ad una tuta mimetica, era armato di fucile e pistola. La vittima, Davide Fabbri, 45 anni, ha provato a difendersi ed è riuscito a sfilare il fucile al killer, quando sono partiti diversi colpi probabilmente dalla pistola. Anche due clienti sono rimasti leggermente feriti, non è chiaro se colpiti da proiettili di rimbalzo o perché coinvolti nella colluttazione. La scena si è svolta nel retrobottega, mentre nel locale c’era la moglie della vittima; anche contro di lei l’uomo ha puntato il fucile, prima di fuggire a piedi. Sul posto è andato anche il Pm di turno, Marco Forte, e sono in corso le ricerche.

La pistola usata per uccidere Davide


Durante lo scontro lo stesso assassino potrebbe essere rimasto ferito: alcune tracce di sangue repertate dal Ris potrebbero essere sue e questo fatto sarebbe importante ai fini della sua identificazione. L’uomo, che dalle pochissime parole dette non è stato possibile definire con certezza straniero – secondo quanto riferito da uno dei testimoni – è entrato chiedendo soldi. Fabbri ha reagito, riuscendo quasi a strappare il fucile dalle mani del malvivente. In questa circostanza è partito un colpo, verso il pavimento, e uno dei pallini dell’arma da caccia ha ferito lievissimamente, di striscio, uno dei clienti. Il bandito ha estratto allora una pistola e ha sparato al petto di Fabbri un solo colpo, uccidendolo all’istante, per poi fuggire, almeno per la prima parte della fuga, a piedi e da solo, anche se non è escluso che nei paraggi potesse esserci un complice in attesa, con un mezzo di trasporto. Allo scopo si stanno analizzando le telecamere a circuito chiuso della zona.
Forse la pistola usata per uccidere Davide Ferrari è quella strappata nella notte tra il 29 e il 30 marzo scorsi a una guardia giurata a Consandolo, nel Ferrarese. L’aspetto (“era una pistola argenta”, come quella del colpo ferrarese, ha detto un teste) e altre circostanze fanno sospettare che il killer sia quello dello sconcertante colpo di tre notti fa, quando una guardia della Securpol, intervenuto per un controllo in una piadineria in cui era scattato l’allarme, era stata aggredita da un uomo con la chiara intenzione di sottrargli la pistola. Stava rientrando in auto quando uno sconosciuto cominciò a sparare vari colpi di fucile alla Fiat Panda, per costringerlo poi a sdraiarsi a terra. Quindi gli ha strappato la pistola d’ordinanza, una Smith&Wesson “argentata”, ed è fuggito nei campi.