Opinioni

Barbareschi, Telese e la bufala dei 20mila morti in meno in Italia nel 2020

Oggi su La Verità compare un’intervista di Luca Telese a Luca Barbareschi significativamente intitolata “Con la pandemia ha vinto Big Pharma”. In un passo del colloquio tra i due noti virologi, epidemiologi e statistici prima l’attore e regista dice che lui non è un complottista, ma… (come quelli che non sono razzisti, ma…) e poi afferma che ci sono stati meno morti nel 2020 rispetto al 2019 e quindi il vero vincitore della pandemia è Big Pharma:

E invece quando parli dei tuoi dubbi sul lockdown a cosa ti riferisci?
«Ai numeri che non tornano».

Quali?
«Quelli dei morti. Tu sai che sono un assoluto sostenitore della necessità dei vaccini, sai che credo alla scienza, che nulla è più lontano da me della dietrologia cospirativa, ma…».

Cosa?
«I numeri assoluti sul Covid non tornano con quelli della narrazione ufficiale: addirittura meno morti dello scorso anno, per influenza, e anche in numeri assoluti».

luca barbareschi vaccini big pharma

E quindi?
«Vuoi che te lo dica con una battuta? Il vero vincitore di questa pandemia sarà Big Pharma».

Le case farmaceutiche, intendi.
«È un fatto, e non c’è neanche nulla di malvagio. Ma il lockdown pare la più straordinaria campagna pubblicitaria della storia mai fatta a favore di un vaccino coatto».

Vuoi dire che sarà obbligatorio?
(Sorride) «Nel clima che si è instaurato mi pare molto difficile l’impresa di chi volesse dire: “Io non voglio vaccinarmi”»

Di cosa parla Barbareschi mentre Telese recita il suo solito ruolo di paladino dell’informazione corretta e ancorata ai dati? DI questo bannerino che vi sarà capitato di vedere nello scorso aprile, quando girava nelle chat dei più rintronati dei più informati della zona euro:

bufala meno morti italia 2019 2020

Come si faceva già notare ad aprile, la prima cifra, 185.967, si riferisce al periodo tra il primo gennaio e il 31 marzo del 2019 ed è corretta: proviene dai dati provvisori elaborati dall’ISTAT sui decessi mensili dell’anno scorso. La seconda cifra, quella dei morti nei primi tre mesi del 2020, era invece inventata. Gli autori del messaggio scrivevano che i morti sarebbero stati 165.367, cioè 20 mila morti in meno del 2019, quando non era ancora in corso la pandemia di coronavirus. In realtà né l’ISTAT né altre istituzioni ufficiali avevano ancora diffuso i dati sui decessi nel primo trimestre del 2020.

Nel maggio 2020 l’ISTAT ha pubblicato i dati che si riferiscono al trimestre gennaio-marzocertificando che qualcuno diceva sciocchezze. Indovinate chi? Seguiamo l’analisi di quei numeri pubblicata da Youtrend:

Nel primo trimestre dell’anno si è passati da una media di 158.139 decessi nel quadriennio 2015-2019 a 175.631 morti nel 2020: insomma, un aumento dell’11,1% nel nostro Paese. Il coronavirus in Italia ha però iniziato a colpire da fine febbraio: pertanto, se isoliamo il periodo che va dal 20 febbraio (giorno della scoperta del primo caso a Codogno) al 31 marzo, i decessi passano da 65.592 (media 2015-2019) a 90.946 nel 2020, con un aumento quindi del 38,7%.

morti italia primo trimestre 2020

Come si vede dal grafico, i decessi nel 2020 sono rimasti sotto la media dei cinque anni passati fino al 5 marzo, giorno in cui tale media è stata superata. Il numero di morti ha poi continuato a crescere: basti pensare che negli ultimi giorni di marzo si sono registrati, in media, tra i 2800 e i 2900 decessi giornalieri, quasi il doppio dei 1500-1600 che ci si sarebbe attesi sulla base della media degli anni passati.

Allo stesso tempo, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, in questo periodo si sono registrati 13.710 decessi per coronavirus. Tuttavia, questi rappresentano solo il 54,1% dei decessi in eccesso, segno che probabilmente molti deceduti erano positivi al coronavirus ma non sono stati sottoposti a tampone.

Insomma, Barbareschi e Telese su La Verità veicolano una bufala che girava su Facebook e Whatsapp ad aprile e che nel frattempo è stata ampiamente smentita un po’ ovunque. Cose che capitano.

Mario Neri

Mario Neri è uno pseudonimo. La foto di Cattivik che usa come immagine del profilo lo rappresenta pienamente