Opinioni

I sovranisti e il grosso problema della bandiera europea ai funerali di Antonio Megalizzi

I funerali di Antonio Megalizzi si stanno svolgendo a Trento alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del premier Giuseppe Conte, del ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro e del presidente della Commissione Europea, Antonio Tajani. Contemporaneamente, però, l’utenza sovranista dei social network non è per nulla contenta di come si sta svolgendo la cerimonia, e non ha per niente paura di dirlo. C’è Marco che ad esempio è indignato perché durante il funerale la bandiera europea sulla bara copre quella italiana, e secondo lui questo significa che c’è un paese che mette in secondo piano la propria identità rispetto a quelle estere.

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Poi Patrizia rimprovera ad Antonio di essere stato vittima dell’immigrazione e dell’accoglienza senza limiti; evidentemente non sa che Cherif Chekatt, l’assassino stragista che ha tolto la vita a Megalizzi, era nato a Strasburgo il 4 febbraio 1989 ed aveva cittadinanza francese. Poi sostiene che uno da cui bisognerebbe prendere esempio è Fabrizio Quattrocchi, che però era una guardia di sicurezza privata italiana noto per essere stato rapito e ucciso in Iraq, dove lavorava per una compagnia militare privata. I patrioti una volta erano diversi.

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Quindi c’è Nicola che vorrebbe chiedere (perché lui non sa, ma intanto lo dice) a un avvocato se coprire la bandiera italiana con un’altra è vilipendio e aggiunge che non ha senso che sulla bara di Antonio ci sia la bandiera italiana perché lui non era un militare (pensate quanto si incazza quando sente l’inno prima delle partite di calcio, allora).

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Invece Gino dice che Antonio Megalizzi riposa “schiacciato” da una bandiera che rappresentava le sue idee e sostiene che sia morto “per mano del meticciato, quel meticciato che tanto piace all’Europa che quotidianamente emana leggi per incentivarlo. Antò… stavi meglio a casa tua”.

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Ma anche Marco è molto arrabbiato perché la bandiera dell’Europa fa capolino sul feretro e non ha nessuna intenzione di accettarlo.

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Alfonso invece è davvero arrabbiato per la storia della bandiera e dice che “neanche davanti alla morte i coglioni europeisti si fermano. Ma vergognatevi genitori compresi”.

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E non possiamo che concordare con lui. Davanti alla morte bisognerebbe fermarsi e stare zitti. Mica dire stronzate su Twitter.

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