Economia

Quando arriva l’assegno unico universale per i figli?

L’assegno unico per i figli a gennaio 2021. Ma vanno trovati 10 miliardi

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«L’assegno unico universale è stato approvato all’unanimità dalla Camera dei Deputati, adesso sarà in discussione al Senato. Speriamo che si arrivi celermente ad una approvazione altrettanto con adesione trasversale anche al Senato in modo tale, in autunno, da poter lavorare ai decreti attuativi e partire dal gennaio 2021», spiegava qualche giorno fa la ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti. Ma quali sono i veri tempi per l’approvazione? Spiega il Sole:

Settembre sarà un mese decisivo per l’assegno unico: il Ddl licenziato da Montecitorio dovrà essere approvato dal Senato, dove è stato assegnato alla commissione Lavoro (AS 1892). Trattandosi di un disegno di legge delega, però, dovrà essere seguito dai decreti attuativi, a cura dei ministri per la Famiglia, del Lavoro e dell’Economia. Il percorso parlamentare dell’assegno unico è legato a doppio filo con quello della legge di Bilancio 2021, perché dai fondi disponibili dipenderà l’ampiezza dell’intervento.

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L’assegno unico sarà finanziato in parte con il graduale superamento o con la soppressione di misure già esistenti, come gli assegni per il nucleo familiare e le detrazioni per figli a carico, il bonus bebé, il premio alla nascita. In tutto, un tesoretto da 15 miliardi dal quale si potrebbe attingere. Per finanziare a regime la misura, però, si stima che servano altri dieci miliardi. In parte, per concedere risorse aggiuntive a chi già oggi ha prestazioni a sostegno della famiglia e per ampliare la platea dei beneficiari. In parte, poi, per garantire che nessuna famiglia, con il passaggio dal vecchio al nuovo assetto, percepisca meno risorse di oggi. In parte, infine, per ridurre il cuneo fiscale alle imprese. Trovare dieci miliardi significherebbe fare dell’assegno unico una delle misure portanti della manovra 2021: per avere un termine di confronto, è il valore del bonus Renzi (9,8 miliardi nel 2018). Ed equivale ai fondi che erano stati inizialmente stanziati per il reddito di cittadinanza (poi limitati a sette miliardi).

Vanno trovati però 10 miliardi per finanziare la misura. Che in parte potrebbero arrivare dal Recovery Fund spiega la ministra Bonetti: «È importante riuscire a far partire l’assegno unico e universale da gennaio 2021. Il Recovery Fund libera risorse e molte potranno convergere sull’assegno. Il calcolo delle necessità andrà fatto nel quadro di una riforma fiscale. Inoltre, nuove entrate potranno essere assicurate da una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro, un pilastro del Family Act approvato dal Governo»

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