Opinioni

L'APP di Matteo Renzi (insegue lo stile di Grillo e Casaleggio)

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Gaudete et exultate! Matteo Renzi ha appena annunciato al popolo via Twitter di aver rilasciato la prestigiosa APP di Matteo Renzi sia su Android che su Apple Store. “Basta bufale, basta fake news! Scarica la NOSTRA app”. Su Facebook l’ex premier è ancora più allegro: “C’è solo un modo per combattere gli spacciatori di falsità: mettersi insieme e condividere con più determinazione le nostre idee e i nostri progetti. Per questo stiamo lavorando alla piattaforma BOB. Ma soprattutto per questo abbiamo lanciato una Applicazione, che da oggi potete scaricare gratuitamente sia su Google Play che sull’App Store. È uno spazio di libertà per condividere idee, critiche, spunti, suggerimenti. Per aiutarsi a cambiare l’Italia. Se vi va scaricate la App e ditemi cosa ne pensate. Vi aspetto”.
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Un passo avanti verso il Partito di Renzi

In che modo la comunicazione (ovvero, quella che già di per sé è una fake news) politica possa costituire un argine alle bufale è un mistero. In ogni caso l’app di propaganda di Matteo Renzi, al di là degli slogan con cui viene presentata, si apre con una sobria pagina di presentazione dello stesso Renzi e della mozione Renzi-Martina con cui l’ex premier si è presentato alle primarie del Partito Democratico e una pagina di riepilogo degli eventi che prevede la presentazione della mozione stessa, dove a farla da padrone nelle presenze per ora è il Giovane Turco Maurizio.
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Per la registrazione sull’app è necessario inserire i dati di Facebook quindi se non avete un account sul social network di Zuckerber sarete tagliati fuori dal vortice delle novità renziane perché non ci sono altri modi per effettuare il login (e c’è già chi chiede la possibilità di condividere le notizie su Twitter, cosa che attualmente non si può fare). Nella sezione news sono raccolte una serie di dichiarazioni politiche (“Matteo Richetti sui dati Istat”, “Matteo Renzi sulla strage in Egitto”) che è facile condividere sui social network.

Ma la parte che scatenerà le maggiori attenzioni è certamente quella che riguarda la classifica dei volontari più attivi, che mette in fila per nome, cognome e avatar quelli che più “condividono, scrivono, spargono la voce!”, ovvero quelli che più spammano il Verbo. Grazie alla App si entra a far parte di un laborioso alveare della comunicazione politica una sorta di botnet dove  La comunicazione politica quindi mira a diventare virale, pervasiva e infestante grazie al simpatico sistema della classifica che magari un giorno tornerà utile per selezionare la nuova classe dirigente, quella di coloro che si “impegnano” a divulgare il credo renziano (oggi, in futuro chissà). Chissà cosa si prova a scalare questa classifica e quanta dedizione è necessaria per poter entrare nella top ten. Ed in fondo è tutto qui il punto della geniale innovazione introdotta da Fondazione Open: il militante è utile soprattutto se si fa portavoce, se amplifica il messaggio del leader, se ne condivide slogan e messaggi. Il resto, come ad esempio la partecipazione alla vita del partito, alle decisioni e alle riunioni diventa un accessorio. Anzi il concetto di fondo è che la Renzi App è la vita del partito, il resto è inutile. Chissà se un giorno verrà implementata la funzione “le dieci migliori risposte da dare ad attivista del 5 Stelle” per rendere più semplice la gestione di un flame sulla propria bacheca.
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Renzi si ricorda anche di BOB, ovvero della piattaforma internet in memoria di Bob Kennedy di cui aveva annunciato il lancio per il giorno dopo un mese fa e che poi era scomparsa dai radar democratici. L’ex premier ha fatto sapere che ci stanno ancora “lavorando”, mentre oggi il Corriere della Sera annunciava il suo lancio per il primo maggio. Intanto on the internet è già partita la guerra:

Matteo Renzi insegue lo stile comunicativo di Grillo&Casaleggio

Anche perché la geniale trovata di Matteo Renzi ricorda molto da vicino App Parlamento 5 Stelle la App del MoVimento 5 Stelle per “restare sempre aggiornati” con le notizie dei vostri eroi dell’onestà preferiti e monitorarne l’attività parlamentare e nelle varie commissioni. Se non altro i 5 Stelle hanno optato per occultare il loro essere un partito del Capo mettendo in primo piano i parlamentari e non Grillo (che del resto ha un blog con il suo nome).
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Se in questi anni gli elettori del Partito Democratico hanno potuto replicare agli sfottò e alle accuse degli attivisti del M5S rinfacciando loro di ripetere a macchinetta il verbo del “sacro blog” ora con questa App Renzi fa un passo avanti verso una politica più simile a quella dei 5 Stelle: l’elettore è prima di tutto spammer.

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Cambiare la politica in Italia, con un click.

Gli entusiasti non mancano: finalmente il Partito Democratico parte alla conquista del Web. Ricorda un po’ quando Antonio Di Pietro annunciò lo sbarco dell’Italia dei Valori su Second Life; era il 2007 ma sembrano passati vent’anni. Questo non significa negare l’importanza di Internet e dei social network per la politica, sarebbe come negare l’utilità della televisione. Ma la App di Renzi di fatto sostituisce il piccolo schermo televisivo, dove si ascolta e non si può far altro che ripetere al bar le parole del leader durante la tribuna politica con lo schermo tattile dello smartphone che consente al leader di parlarci in privato. Ma per essere innovativa questo tipo di comunicazione deve essere bidirezionale, deve favorire interconnessioni e consentire l’apertura di uno spazio di comunicazione, non rendere gli elettori dei droni.
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Come già ha fatto la Lega anche il Partito Democratico si prepara a mandare in pensione i suoi militanti fisici a favore di quelli virtuali e virali.  La partecipazione sembra essere un po’ a senso unico (proprio come sul Blog) e qualche utente si lamenta della scarsità di incontri sul territorio (nel 2017? che antico!). Si prevedono sacche di resistenza alle Feste de L’Unità dove se non altro i più scaltri potranno ancora dedicarsi alla condivisione su Instagram delle foto dei tortelli o della grigliata mista.

Leggi sull’argomento: BOB: la piattaforma internet di Matteo Renzi