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Andrea Mazzillo, l'inchiesta Consip e i rapporti con Domenico Casalino

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Non assessore ma consulente della Giunta Raggi. Domenico Casalino, citato nell’inchiesta Consip da Italo Bocchino ad Alfredo Romeo come possibile passepartout presso l’amministrazione grillina e come aiuto  per la gara Consip FM4 nel lotto 10 (quello sul centro di Roma) non era in predicato di diventare assessore, come sostenuto dallo stesso Bocchino nelle intercettazioni, ma consulente della giunta. Giovanna Vitale su Repubblica oggi delinea meglio i rapporti tra lui e l’assessore al bilancio della Giunta Raggi Andrea Mazzillo:

«Dobbiamo avvicinare l’amministrazione M5S di Roma», confabulavano infatti Romeo e il suo consigliori Bocchino a gennaio, inconsapevoli delle cimici che stavano registrando tutto. Il contesto non è chiaro — si legge nell’informativa dei carabinieri agli atti dell’inchiesta — ma i due sembrano parlare dell’ex amministratore delegato di Consip, Casalino appunto, che «se in passato li ha potuti favorire in seno a Consip per l’aggiudicazione di commesse milionarie, oggi si propone da un lato come un soggetto ancora capace di poter riferire notizie utili della centrale unica di committenza e dall’altro come referente “dietro le quinte” del Comune di Roma, in grado di poter aiutare, ancora una volta il Romeo nell’aggiudicazione di gare», tant’è che l’imprenditore lo definisce «amico sia del vicesindaco di Roma Frongia che del nuovo assessore al Bilancio Mazzillo».

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Nome, quest’ultimo, poi rinvenuto su un “pizzino” scritto da Romeo e recuperato dagli investigatori fra la sua spazzatura. La nomina a consulente del Campidoglio poi non andò in porto, Casalino è ad di Tecnosky, controllata di Enav alla cui guida lui ha sempre aspirato, ma Mazzillo ha continuato a utilizzarlo come esperto esterno, specie sulla redazione del primo bilancio di previsione a cinquestelle. L’asso da calare al momento opportuno: quando cioè si sarebbe aperta la partita sulle nomine al vertice delle principalipartecipate comunali: un manager di grande esperienza e sicura professionalità, da piazzare magari sulla tolda di Acea o della più piccola, ma non meno strategica, Risorse per Roma. L’inchiesta ha però scombinato i piani. Forse persino raffreddato i rapporti.

Andrea Mazzillo, l’inchiesta Consip e i rapporti con Domenico Casalino

Andrea Mazzillo spiegò i rapporti con Casalino in una dichiarazione al Corriere della Sera di qualche tempo fa: «Qualche anno fa facevo parte di un gruppo di studio su materie economiche e conobbi Domenico in occasione di un convegno nel quale era relatore, in qualità di ad di Consip. In seguito ci siamo visti altre volte, sempre per motivi professionali», ha spiegato l’assessore grillino subito dopo la diffusione delle intercettazioni. Precisando di non sapere come mai il suo nome fosse finito sul pizzino di Romeo.

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Il pizzino di Alfredo Romeo con i 30mila euro a T. (da La Verità, 2 marzo 2017)

Dice Bocchino:”Parliamo dopo la gara… ora facciamoci questa gara… Roma è vinta…dove mi avvio col nome tuo”.Bocchino dice a Romeo di avere spiegato a Casalino il suo rapporto (che definisce stretto) con Dini, consigliere del Gruppo Espresso-Repubblica e della Cir di De Benedetti. Romeo cercava entrature in Campidoglio: dice che Casalino “L’altra volta che ha dato un altro indizio perché t’ha detto che gli è stato chiesto di fare l’assessore… in quanto è amico del vicesindaco Frongia (M5s) e dell’assessore Mazzillo”. Il nome di Mazzillo era su un foglio recuperato dal Noe nella spazzatura di Romeo. Mire non realizzate. Frongia spiega: “Casalino l’ho conosciuto nel 2014 in virtù dei nostri ruoli.Da quanto ne so non si è mai candidato ad assessore con noi”

La circostanza aveva scatenato la reazione di alcuni nel Partito Democratico: “Attendo da M5s una mozione di sfiducia a Raggi nonché la campagna #Raggiconfessa ora che è comparso nome Mazzillo tra i fogli nella monnezza”, aveva scritto Alessia Morani. “Se dovessimo usare lo stesso metro forcaiolo dei 5 Stelle, naturalmente solo con gli altri, allora si imporrebbe che l’assessore Andrea Mazzillo spiegasse immediatamente se conosceva Romeo, e perché il suo nome figura nell’inchiesta Consip. Era coinvolto? Perché non ha risposto alle domande del Fatto, come riportato dallo stesso quotidiano? Di Maio, Grillo e Raggi sapevano? Anche lui uno dei tanti dipendenti comunali? Ecco, questo è il genere di domande che avrebbero posto i Torquemada a 5 Stelle a chiunque avesse avuto la sventura di non militare nelle loro fila. Certamente non le hanno poste alla pluri indagata Raggi dopo le vicende Romeo e Marra”, aveva dichiarato ieri Stefano Esposito.