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Le parole del virologo Crisanti, eletto col Pd: "Ho preso 36mila preferenze, non mi aspettavo questo successo"

@Asia Buconi|

andrea crisanti

Tra i volti noti che siederanno in Parlamento durante la prossima legislatura c’è pure Andrea Crisanti, direttore del Dipartimento di Medicina molecolare dell’Università di Padova. Lo scienziato, che ha acquisito notorietà durante il periodo del Covid, è stato candidato dal Pd per il Senato nella circoscrizione Europa. E, contrariamente al “collega” Luigi Lopalco, anche lui candidato coi dem ma non eletto, Crisanti può parlare della sua candidatura come di un vero e proprio successo: “Ho preso 36mila preferenze, non mi aspettavo un successo di queste dimensioni”, ha detto il virologo a Repubblica.

Le parole del virologo Andrea Crisanti dopo l’elezione col Pd: “Non credevo di ottenere numeri del genere”

“In venti giorni abbiamo fatto un’impresa bellissima, grazie a un sacco di ragazzi che mi hanno aiutato”, ha detto Andrea Crisanti. “Non credevo di ottenere numeri del genere. Nelle circoscrizioni estere c’è un sistema maggioritario con preferenza, quindi è necessario che gli elettori indichino chi vogliono eleggere all’interno della lista che scelgono”, ha spiegato il microbiologo. Poi, parlando dei soldi necessari per finanziare la sua campagna elettorale, lo scienziato ha affermato: “Ce li ho messi io i soldi. Ho speso quanto consentiva la legge, né più né meno. Agli elettori ho parlato dei problemi degli italiani all’estero, quindi cose pratiche. Io però mi voglio battere per eliminare le differenze sociali”

Crisanti è convinto che “il Pnrr tanto strombazzato è solo un panno caldo che non serve a niente” dato che “la Sanità italiana ha subito tagli lineari dal 2008 ad adesso”. E ha aggiunto: “C’è un problema di governance, la Sanità è gestita dalle Regioni, che nominano tutti. Bisogna cambiare, al posto delle Asl ci vogliono fondazioni pubbliche indipendenti con organi nominati dalla società civile, dalle associazioni pazienti e degli operatori sanitari”. E sulla carenza di personale, lo scienziato ha detto: “Bisogna dare la possibilità ai medici di rimanere anche dopo i 68 anni. Bisogna alzare i tetti di spesa per il personale, recuperare professionisti aumentando i posti di specializzazione e gli studenti ammessi a Medicina”.

Poi, dopo aver chiarito che continuerà a lavorare a Padova nonostante l’elezione (pur eliminando “tutte le incompatibilità”), il dem Crisanti ha parlato del successo del Centrodestra a trazione meloniana e della futura gestione delle politiche anti-Covid e ha detto:

C’è una cosa fondamentale, che mi rassicura: il vaccino funziona. Per questo motivo le decisioni politiche hanno un’influenza minore. Se non avessimo uno strumento di prevenzione così forte, il centrodestra adotterebbe politiche simili a quelle di Bolsonaro e Trump, cioè sbagliate. La nuova maggioranza ha preso in passato posizioni che suscitano sconcerto per la mancanza di conoscenze tecniche. C’è approssimazione.

Non solo Salvini, anche Meloni ha preso posizioni abbastanza discutibili. Cose senza alcun fondamento di sanità pubblica. E’ chiaro che doveva blandire la sua base elettorale ma quando si fa così di solito si è destinati a fallire. I veri leader hanno una visione e indicano loro cosa bisogna fare. L’elemento di riflessione è che sommando i voti di tutte le forze progressiste il racconto sarebbe stato tutto diverso. La destra non avrebbe avuto la maggioranza al Senato, ad esempio.