Politica

Anders Tegnell: l’epidemiologo svedese che critica l’Italia per la gestione dell’epidemia di Covid 19

In un’intervista alla Sverige Radio Tegnell ha detto che la Svezia ha più risorse dell’Italia e della Cina nella gestione di una pandemia. La risposta dell’ambasciata italiana

anders tegnell svezia

Anders Tegnell, l’epidemiologo a capo dell’agenzia locale per la sanità pubblica svedese, ha detto durante un dibattito radiofonico che l’Italia ha meno risorse della Svezia per combattere il Coronavirus SARS-COV-2 e COVID-19. La battuta, riportata dalla BBC, è stata fatta in un’intervista alla Sverige Radio all’interno di un ragionamento che includeva anche la Cina: “In un Paese moderno e ricco come la Svezia avremmo dovuto proteggere meglio gli anziani, facendo riferimento alla situazione al tempo in Cina ed Italia, entrambi Paesi con meno risorse della Svezia per gestire una pandemia. La Svezia come società avrebbe potuto gestire meglio la pandemia”.

Anders Tegnell: l’epidemiologo svedese che critica l’Italia per la gestione dell’epidemia di Covid 19

Successivamente l’ambasciata italiana a Stoccolma ha pubblicato sul suo sito una risposta a Tegnell firmata dall’ambasciatore Mario Cospito in cui si mettono a paragone i due sistemi sanitari: “Secondo l’OMS, il Sistema sanitario nazionale italiano si colloca al secondo posto al mondo come efficienza e funzionalità, dopo la Francia: la Svezia, in tale classifica, si colloca al 23mo posto. L’aspettativa di vita alla nascita per l’Italia (83,4 anni) è la seconda al mondo dopo la Spagna; per la Svezia è 82,2 anni. Il numero di letti ospedalieri ogni mille abitanti in Italia è di 3,4, mentre in Svezia è di 2,2. Il numero di Unità di Terapia Intensiva in Italia è di 5.100 ma la recente pandemia ha dimostrato che si possono raddoppiare. In Svezia, considerando la popolazione, i posti sono la metà rispetto a quelli italiani”. Poi la conclusione:

L’Italia ha dovuto per prima affrontare l’emergenza COVID-19, senza avere alcun punto di riferimento e con scarsa se non nulla solidarietà da parte di altri Paesi. Il Sistema sanitario è stato posto di fronte ad una sfida epocale e con grandi sacrifici, anche in termini di vite perse tra medici ed infermieri, il Paese è riuscito a dare le risposte richieste e si avvia al contenimento dell’epidemia: ieri, 26 maggio, i nuovi contagi sono stati 397 ed i decessi 78, mentre in terapia intensiva i numeri sono oggi inferiori a quelli dell’inizio dell’epidemia. I lutti sono stati tanti, troppi, così come il dolore e la sofferenza della Nazione italiana.

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Ma l’impegno dei medici, degli infermieri e di tutto il personale sanitario è stato encomiabile, così come pronte sono state le risposte delle Autorità nazionali e locali e della popolazione. Oggi, come ieri, siamo fieri di essere italiani per aver saputo reagire ad una sfida epocale con la forza del nostro sapere e con le armi della nostra pietà. E tutti, fuori dall’Italia, dovrebbero avere solo parole di elogio e di solidarietà per il nostro Paese, per la nostra gente: anche perché, abbiamo concesso agli altri, anche alla Svezia, quel tempo che a noi è stato negato da un beffardo destino.

Non è la prima volta che i due si scontrano. A marzo, dopo che l’epidemiologo aveva detto che la Svezia sarebbe stata in grado di gestire meglio la diffusione del Coronavirus rispetto all’Italia, l’ambasciatore ha affermato che Covid-19 “non si trattava di una partita di calcio”, ma invece “un comune e sfida epocale per garantire la salute di tutti”. Intanto l’ex epidemiologa statale svedese Annika Linde ha criticato Tegnell: la Svezia “probabilmente avrebbe dovuto imporre un blocco a marzo quando la Danimarca e il resto dell’Europa hanno fatto”, ha detto al quotidiano danese Berlingske. Attualmente, ricorda la BBC, la Svezia ha 35.088 casi confermati di virus e ha riportato 4.220 decessi. Si tratta di numeri più alti rispetto ad altri paesi nordici, che hanno comportato blocchi. L’Italia ha registrato 231.139 infezioni dall’inizio della pandemia e 33.072 morti.

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