Fact checking

Anche il PD nel suo piccolo espelle

Il MoVimento 5 Stelle, il partito politico che vanta numerose procedure di espulsione™ ha appena cacciato la Senatrice (non più cittadina-portavoce-rendicontatrice) Serenella Fucksia. La vicenda è una delle pagine più divertenti del M5S. Gestita in modo amatoriale, senza rispetto per il regolamento del partito, nasce dal fatto che la senatrice marchigiana non aveva presentato il rendiconto delle spese per gli ultimi sei mesi del 2015. Un fatto inaccettabile e sanzionabile secondo il regolamento del partito, per l’accusata però è solo una scusa, la goccia che ha fatto traboccare il vaso visto che già da tempo la Fucksia era in odore di epurazione a causa di alcune posizioni poco ortodosse. Ma la storia non è finita qui, perché oggi i fan del M5S stanno andando alla caccia delle espulsioni degli altri partiti.
Domenica Marcianò espulsioni pd m5s - 1
 
Come sanno tutti quelli che negli ultimi anni si sono interessati di politica tutti i partiti – nessuno escluso – prevedono la possibilità che un iscritto (sia esso parlamentare, consigliere comunale o altro) possa essere cacciato. In genere si fa riferimento a “violazioni del codice etico” ma i motivi reali possono essere i più vari. Il problema è che a quanto pare la procedura di espulsione della Fucksia non si è svolta secondo il regolamento, sarebbe infatti stato saltato il passaggio della votazione nell’assemblea dei parlamentari pentastellati e si sarebbe passati subito al voto online (senza contare che in extremis la Fucksia aveva annunciato di voler presentare i rendiconti). Stuzzicati da un tweet di Lorenzo Guerini gli elettori a cinquestelle si sono affrettati a rinfacciargli tutte le espulsioni del PD, a partire dalla più recente, quella di una consigliera comunale campana.
 


Il primo bersaglio avvistato dai grillini è il caso della consigliera comunale Domenica Marcianò, eletta tra le fila del Partito Democratico alle elezioni amministrative del maggio 2015 nel comune di Casalnuovo di Napoli. Perché proprio la Marcianò? Per due ragioni fondamentalmente, la prima è che stata espulsa anche lei il 28 dicembre, la seconda è che alla base della sua espulsione dal PD ci sono anche questioni di soldi. La Marcianò non avrebbe infatti versato al Partito la quota prevista delle sue indennità. Fino a qui è tutto vero. La Marcianò è stata effettivamente eletta tra le fila del PD e, da quanto si evince dal documento, non avrebbe votato in sintonia con la linea del PD né avrebbe contribuito alla cassa del circolo. C’è però un dettaglio non insignificante: la Marcianò non è stata espulsa dal PD ma dal gruppo consiliare del PD perché, come ammette lo stesso segretario cittadino non è mai stata iscritta al circolo del Partito Democratico di Casalnuovo di Napoli.

Per essere più chiari
Posted by L’Unità di Casalnuovo on Monday, 28 December 2015

Come si evince dalla comunicazione del Segretario del Circolo alla base ci sarebbero in realtà alcune questioni relative ad una crisi di maggioranza (della quale il PD fa parte) e ai rapporti della Dottoressa Marcianò con i suoi compagni di partito. Il PD non avrebbe abbastanza spazio in giunta e sarebbe in rotta con il sindaco. Il 14 dicembre il gruppo consiliare del PD aveva inviato una lettera al sindaco di Casalnuovo, lettera che però a quanto pare la Marcianò non ha sottoscritto.
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Ci sono casi molto più gravi sui quali criticare il comportamento del PD che quello relativo all’espulsione di Domenica Marcianò. Non serve nemmeno guardare tanto lontano da Roma o tornare indietro nel tempo. Basta guarda il modo in cui il Partito Democratico ha fatto cadere la giunta Marino.