Opinioni

Anche Mélenchon non vuole uscire dall'euro

“Non voglio abbandonare l’Europa”, dice il candidato all’Eliseo Jean-Luc Mélenchon, intervistato da Repubblica e La Stampa: “Non sono io la minaccia, non sono io ad aver provocato la Brexit o le spinte nazionaliste. La mia posizione è rinegoziare i Trattati per favorire l’armonizzazione dei diritti sociali, quella dei sistemi fiscali e cambiare lo statuto della Bce, allargandone il ruolo alla difesa dell’occupazione”. “La Francia è una grande potenza. L’Europa non si fa senza di noi. Quindi, se sarò presidente, le mie richieste dovranno essere ascoltate. Basta ripetere che non si può cambiare nulla, lasciando i popoli crepare come si fa in Grecia. Mi spiace, Merkel e Schaeuble non sono dei bravi amministratori dell’euro: la moneta unica deve tornare al servizio dei popoli”, aggiunge a Repubblica.
melenchon
Lei è il candidato dell’estrema sinistra?’, gli viene chiesto. “Io non propongo la socializzazione di tutti gli strumenti di produzione o l’eguaglianza dei salari – dice -. Voglio rilanciare l’economia francese con l’ecologia: 100 miliardi d’investimenti sociali e ambientali. È una posizione simile a quella del Partito socialista, di cui facevo parte, fino a qualche anno fa”. “Non credo al dogma del libero scambio, che vuole imporci l’Ue. E che vuole imporre pure agli altri. Vorrei, invece, scambi commerciali negoziati – spiega a La Stampa -, il protezionismo solidale”, perché “dobbiamo proteggere i nostri settori produttivi. Poi, non si può fabbricare tutto. E allora applicherei un’organizzazione bilaterale o multilaterale degli scambi, con l’obiettivo di sviluppare i nostri Paesi. Non si deve far entrare qualsiasi cosa”.

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