La macchina del funky

Anche Alfio nel suo piccolo s'incazza

banca popolare di vicenza alfio marchini

“La ricostruzione fatta dal giornalista Amedeo La Mattina su “La Stampa” di oggi secondo cui tre giorni fa avrei incontrato il Santo Padre accompagnato dal senatore Quagliarello è falsa e destituita da ogni fondamento. Sarebbe cosa saggia e seria verificare prima di scrivere tali fesserie”: sembra davvero arrabbiato Alfio Marchini, candidato sindaco di Roma che ieri ha bellamente confessato di voler violare una legge dello Stato in caso di vittoria alle elezioni nella Capitale inventando di poter fare obiezione di coscienza – in realtà non prevista dalla legge – sulle unioni civili. Marchini, per rubare voti a Giorgia Meloni, ha infatti dichiarato durante un forum dell’ANSA «Non ho nulla contro il riconoscimento dei diritti civili, ma non è compito del sindaco fare queste cose per cui non celebrerò unioni gay se dovessi vincere le elezioni».
L’aspirante primo cittadino ha dimostrato con questa affermazione di non conoscere le leggi, visto che è dovere del pubblico ufficiale svolgere questo compito. Nel caso in cui un ufficiale di stato civile dovesse rifiutarsi, dunque, potrebbero porsi le basi per un’accusa di omissione e rifiuto di atto d’ufficio“, secondo l’articolo 328 del Codice Penale. E oggi si è arrabbiato con la Stampa perché Amedeo Lamattina ha scritto che nei giorni scorsi è stato ricevuto da Papa Francesco in forma privata, accompagnato dal senatore Quagliarello (quello di “Eluana è viva e voi l’avete ammazzataaaa!”):

L’incontro con il Santo Padre ha funzionato come l’illuminazione sulla via di Damasco. Non è che il Pontefice gli abbia promesso qualcosa in termini di sostegno alla campagna elettorale. Nulla di tutto questo. Di questo non si parla con Francesco. Tuttavia essere ammesso a visita privata non è poca cosa, non è da tutti. È un segnale ben preciso, una sorta di viatico. Come se le alte e altissime sfere Oltretevere gli avessero detto «vai, figliolo, siamo con te». Marchini ha lavorato tosto a quell’incontro di tre giorni fa; per accreditarlo nella sacre stanze sono stati in molti. Quagliariello, certo, e Gianni Letta. Ma anche Guido Bertolaso, che entrature nei palazzi vaticani ne ha tantissime, dai tempi in cui gestiva con Francesco Rutelli il Giubileo. Ne era al corrente certamente monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza episcopale italiana che, guarda caso, proprio ieri alla vigilia del voto sulle unioni civili ha detto: «Il voto di fiducia può rappresentare anche una sconfitta per tutti».

alfio marchini

Allora Marchini si è «convertito» e la forza dei cattolici a Roma sarà messa a sua disposizione. E il primo obolo da pagare è stato dichiarare che sarà un sindaco obiettore di coscienza. «Arfio» ora crede di poter salire la scalinata michelangiolesca del Campidoglio; o quantomeno di andare al ballottaggio. Anche perchè i suoi concorrenti non sono visti bene Oltretevere. Roberto Giachetti, con il suo passato e presente di radicale, è considerato un mangiapreti. Virginia Raggi neanche a parlarne. Pochi giorni fa la grillina ha detto che vuole ricavare 400 milioni facendo pagare l’Imu alle strutture del Vaticano usate per esercizi commerciali. Giorgia Meloni? Per amor di Dio: è alleata con Matteo Salvini che ne dice di tutti i colori al Papa e poi anche lei, come i leghisti, vuole cacciare i migranti. Stefano Fassina? Troppo di sinistra. Marione Adinolfi? Troppo integralista. Allora «Arfio» in paradiso.

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