Opinioni

Alfano smentisce Di Maio sul fondo di solidarietà per le vittime di mafia

“Sul fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso riferisco non perché me lo abbia chiesto questa commissione, sto rispondendo ad una polemica nata da qui e che produce il mio rammarico. A mio avviso quando alti esponenti, e mi riferisco al vice presidente della Camera, si occupano di materie che hanno una sostanza etica ma anche economica, avrebbero un dovere di verita’ nei confronti dell’opinione pubblica e delle istituzioni che rappresentano”. Questo dice il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, nel corso dell’audizione in commissione Antimafia. Quanto alle cifre “smentiscono in modo totale e clamoroso quanto detto da vice presidente della Camera” ha aggiunto. “Le cifre che il fondo ha deliberato nel 2015 – ha detto ancora – hanno risarcito vittime per un totale di oltre 56 milioni, paragonato a quanto erogato nel 2014 siamo a piu’ 55 percento. Anche a voler considerare il periodo ottobre 2015-febbraio 2016, che è il periodo in cui si sarebbe verificato il blocco, le cifre sono eloquenti in senso contrario: in quell’arco di tempo sono stati erogati oltre 20 milioni. Se si aggiungono i mesi di luglio, agosto e settembre, l’importo cresce ancora e arriviamo a 29 milioni di euro”.
“Mi auguro che Di Maio faccia le scuse, non a noi ma alle vittime. Credo che questo sia doveroso”, chiude però la presidente della commissione Antimafia, Rosy Bindi, chiudendo l’audizione del ministro dell’Interno, Angelino Alfano. Abbiamo parlato della questione del fondo di solidarietà in più occasioni: il caso di Domenico Noviello è stata la pistola fumante dei 5 Stelle per “dimostrare” che il governo «sta bloccando i fondi alle vittime della mafia». La risposta del sottosegretario Manzione ha riguadato i rimborsi agli avvocati delle associazioni e sui “requisiti di affidabilità mancanti”. La vedova di Noviello aveva però spiegato di non aver ricevuto l’indennizzo, e il sottosegretario Manzione in un’intervista al Mattino. Il Mattino spiegava che gli altri figli di Domenico Noviello, Mimma, Matilde e Massimiliano, hanno già ottenuto il risarcimento: «Spetta alle Prefetture di residenza dei familiari verificare le condizioni per accedere al fondo: assenza di precedenti penali e assenza di parentele con mafiosi fino al quarto grado. Per Mimma, Matilde e Massimiliano, la Prefettura di Caserta è stata più rapida di quella di Roma dove risiedono Luisa e Maria Rosaria. Da qui i ritardi e poi l’inserimento della pratica Noviello tra le sospensioni disposte dal commissario Riccardo Carpino che dal 29 febbraio è andato via. L’ufficio è in attesa di un successore, mentre persistono ancora i momentanei blocchi nelle liquidazioni dei rimborsi, scaturiti dalla necessità di risparmiare interpretando in modo nuovo la legge del 1999, modificata in parte dieci anni dopo».
domenico noviello di maio boschi
Manzione invece sosteneva che erano pendenti due richieste entrambe a Caserta:

Sono state riscontrate delle anomalie?
«Negli ultimi due anni le richieste di rimborso da parte di queste associazioni hanno superato quelle delle vittime della mafia. Da qui è nata la richiesta di parere».
I rimborsi alle associazioni sono di fatto congelati?
«Sono rimaste sospese in attesa del Consiglio di Stato e verranno esaminate nelle prossime riunioni».
Il Consiglio di Stato che parere ha fornito?
«Ha rilevato esattamente quanto evidenziato dal commissario straordinario, ovvero la mancanza di richiesta di accreditamento per le associazioni per le vittime della mafia, prevista invece per racket e usura. Ma manca la norma».
È necessaria una revisione della legge?
«Ritengo che debba essere rivista, non è pensabile che vengano effettuate delle verifiche solo per alcuni e non per altri».
Di Maio ha fatto il furbetto?
«Direi che ha commesso un doppio errore. Il primo sul blocco dei fondi e il secondo sostenendo che la famiglia di Domenico Noviello non abbia preso alcun risarcimento».
Il risarcimento la famiglia l’ha avuto?
«Più di un risarcimento. I parenti di Noviello sono diversi. È stata fatta una prima erogazione di circa un milione e seicentomila euro».
Scusi ma moglie e figlia della vittima sono rimasti fuori da questa richiesta?
«Non è esatto. Per ragioni di privacy non posso scendere in dettagli. Ma al momento sono pendenti non una ma due richieste presentate entrambe a settembre a Caserta. Si tratta di istanze del valore di poco più di 400mila euro che stanno seguendo l’iter previsto dalla legge».
Il sistema di erogazione è rallentato visto che il commissario è passato ad altro incarico?
«Sono passati appena venti giorni. La nomina, sono certo, verrà effettuata dal ministro Alfano,in tempi rapidi. Ma tengo a precisare che sono passate solo tre settimane dall’uscita di Riccardo Carpino. Nessuno può parlare di paralisi».