Politica

Alessio Villarosa e la storia dell'incontro con Ignazio Visco

«Sorprendente è che un deputato Cinque Stelle chieda un appuntamento al Governatore Visco su un fatto personale e nessuno dica una parola sul tema. Ma forse il problema è che quel deputato, Villarosa, non è toscano»: Maria Elena Boschi, come suo costume, si difende attaccando nella storia della Commissione Banche chiamando in causa il grillino siciliano Alessio Villarosa, che è diventato anche il protagonista dei bannerini nei gruppi dei fans del Partito Democratico, in pieno stile grillino.
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Alessio Villarosa e la storia dell’incontro con Ignazio Visco

Villarosa ha spiegato ad Omnibus per quale vicenda si parla annunciando querele: «Visco ha chiaramente detto che alla fine di un’audizione il deputato Villarosa lo punzecchiava sulla nazionalizzazione di Banca d’Italia e ha dichiarato: “Sono stato io alla fine dell’audizione di venire in Banca d’Italia perché lo volevo convincere che stava sbagliando sulle quote “private” dell’istituto”. Quindi è Visco che mi ha convocato e per una questione che riguardava una mia proposta di legge. Il PD ha cominciato a fare comunicati stampa e la Boschi ha parlato di una questione personale: la storia di Villarosa, che ha chiesto un appuntamento a Banca d’Italia per parlare di suo fratello, messa in giro da Mentana, è un falso. Oggi farò un video. Mi sento minacciato, hanno giocato su una notizia totalmente falsa».
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La vicenda del fratello di Villarosa è invece tornata in auge qualche tempo fa, con un articolo di Mattia Feltri per la Stampa che la raccontava così:

Altro e non meno inappuntabile membro della commissione è il cinque stelle Alessio Villarosa, che ha fondato la sua esperienza parlamentare nella irriducibile lotta a Bankitalia, mentre fondò quella pre-parlamentare nella Idea Finanziaria del fratello Massimiliano, in cui lavorò un paio d’anni, e che poi è stata cancellata da Bankitalia per gravi irregolarità e sospetti d’usura, confermati dal tribunale civile, ai quali il nostro Villarosa è senz’altro estraneo. Ora, in commissione, continuerà a fare il contropelo a Bankitalia.

La storia che raccontava Feltri è stata circostanziata qualche tempo fa da L’Unità on line, che partiva dal racconto di quanto era scritto nel curriculum di Villarosa:

“Ho lavorato inizialmente per 4 anni presso una fabbrica di reti ortopediche – recita la sua bio consultabile sul sito Sicilia5stelle.it – e successivamente per 3 anni ho rivestito il ruolo di responsabile nazionale del settore ‘Carte di Pagamento’ presso un’importante società finanziaria italiana con sede a Roma”.
Il nome della suddetta società non viene citato sul sito in maniera immediata. Per capire di chi si tratta bisogna aprire il curriculum vitae. Dall’allegato si evince che il deputato grillino ha prestato servizio presso Idea Finanziaria Spa, una società specializzata in cessione del quinto, controllata dal gruppo Barclays attraverso la holding Eudea. Secondo quanto dichiarato nelle esperienze professionali Villarosa lì ha lavorato dal 2007 al 2009 avendo come mansioni la “Gestione e formazione della rete di agenzie affiliate”.
Va detto che Idea Finanziaria è una società di famiglia, visto che il presidente del consiglio di amministrazione è il fratello Massimiliano Villarosa. La società è stata recentemente oggetto di un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Economia e delle finanze e al ministro della Giustizia. A presentarla è stato Ferdinando Aiello, deputato del Pd, che ha chiesto verifiche e approfondimenti visto che a Idea finanziaria sono state imputate “numerose e gravi violazioni normative” ed “irregolarità nei rapporti contrattuali con la clientela“. L’accusa più grave è la violazione della disciplina antiriciclaggio. Tant’è che a seguito della vigilanza effettuata da Bankitalia tale società risulta essere stata cancellata dall’elenco degli intermediari dal ministero dell’Economia.

 
Ad essere stati rinviati a giudizio risultavano essere l’amministratore delegato della principale società coinvolta nella vicenda, appunto Idea Finanziaria, e il rappresentante per l’Italia di banca Barclays (poi entrambi prosciolti). Il 5 novembre scorso Alessio Villarosa, a colloquio con il Corriere della Sera, aveva dato la sua versione dei fatti sulla vicenda:

Ma non sarà un conflitto d’interessi?
«Ma quale conflitto. Stiamo parlando di una storia che risale a oltre dieci anni fa. Di una società nella quale ero un semplice dipendente: ci lavoravo guadagnando la bellezza di 1.100 euro al mese. Mio fratello è stato assolto perché non sussiste il fatto già in primo grado e non lavora più nel settore finanziario da molti anni. Il tribunale, infine, ha archiviato tutte le accuse anche contro la società. Insomma vi pare che questo possa costituire un conflitto di interessi? Vi sembra che questo caso possa paragonarsi a quello di Maria Elena Boschi? Noi stiamo indagando sulla banca dove c’era suo padre, non stiamo indagando su quella di mio fratello».
Villarosa sospetta un movente nei recenti attacchi: «Mi sento intimidito. Forse lo scopo è quello di allontanarmi dalla commissione banche».