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Aggressione omofoba nella "Gay street" di Roma: ragazza sfregiata col coltello

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“Guardava le loro fidanzate”. Per questo motivo, una ragazza lesbica è stata aggredita da due uomini ieri a Roma in via San Giovanni in Laterano, meglio conosciuta come “gay street” per la forte presenza di locali gay e gay-friendly che l’hanno resa un vero e proprio punto di ritrovo per la comunità LGBTIQ+ capitolina.

Dopo essere stata scaraventata a terra, i due aggressori “le hanno sfregiato il volto e il corpo con un coltello”. A denunciare l’accaduto è Pietro Turano, attore e portavoce del Gay Center. L’attivista ha precisato di non essere riuscito a raccogliere la testimonianza diretta della vittima, perché l’intervento delle forze dell’ordine non gli ha permesso di avvicinarsi, ma di aver parlato con la sua ragazza. “Per fortuna c’era un’ambulanza – aggiunge – che è la cosa più importante. Qualunque sia la verità, una cosa è certa: a Roma c’è da aver paura”.

Nel corso degli anni la Gay street è stata la sede di numerose manifestazioni e di contestazioni, soprattutto da parte dei residenti. Nel 2008 un locale chiamato “Coming out” fu dato alle fiamme, e un anno dopo fu lanciata una bomba carta all’indirizzo di alcune persone che passavano all’inizio della strada.

“La politica intanto immobile – ha proseguito Turano sui suoi social – al massimo ascolta chi ci odia e i giochetti a cui stiamo assistendo dal parlamento alimentano questo clima di odio violento. Da che parte stanno le istituzioni? Bisogna avere il coraggio di dire che questo atteggiamento sta facendo assumere a questa classe politica il ruolo di mandante morale di tutto quello che sta accadendo alla nostra comunità, nelle nostre città”.

“Non possiamo più far finta di niente: le nostre strade sono invivibili” ha commentato l’attivista trans Elia Bonci in un post. “Molti e molte di noi – ha aggiunto – hanno paura a camminare per la città, ad uscire di notte, a vivere la loro quotidianità. Ci sono centinaia di aggressioni omofobe o transfobiche in Italia e niente che ci possa tutelare. È l’ora dei diritti, è l’ora del DDL Zan”.