Economia

I prossimi rincari delle addizionali IRPEF comunali e regionali

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Tra il 2006 e il 2016 il peso delle addizionali è cresciuto di circa 7,5 miliardi di euro. Passando da meno di 9,2 a quasi 16,7 miliardi. Un incremento dell’82,4%, alimentato da un’esplosione delle addizionali comunali (+181,9%), corroborata da una crescita molto rilevante anche di quelle regionali (+60%). I numeri sono di Confprofessioni e ne parla oggi Il Sole 24 Ore per un motivo ben preciso: la Manovra del Popolo ha sbloccato le aliquote. Per questo ci si attende che gli enti locali ne approfittino, alzando così le tasse sul lavoro.

Dopo tre anni di blocco – spiega Confprofessioni – è presumibile «attendersi un incremento consistente delle addizionali»: il limite del miliardo di euro, cioè, è una “previsione cautelare”. Anche perché sono 6.782 i Comuni che hanno ancora margini per rivedere al rialzo le addizionali Irpef; di questi, sono 4.151 quelli con l’aliquota a zero. Per tutti loro potrebbero partire i ritocchi.

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Le addizionali IRPEF regionali e comunali (Il Sole 24 Ore, 7 febbraio 2019)

Anche se, nella partita, potrebbe avere un peso rilevante la prossima scadenza elettorale in cui si rinnoveranno giunte e consigli in circa 3.800 municipi. Con una sostanziale differenza rispetto all’Imu e alla Tasi. Le addizionali Irpef si applicano ai residenti. L’Imu e la Tasi (anche nel caso di questi due tributi locali le aliquote tornano nuovamente “manovrabili”, naturalmente se non sono state spinte già al massimo) riguardano, al di là dei casi degli operatori economici, i proprietari di seconde case, che non sempre hanno la residenza.

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