Economia

L’acqua del Tevere nelle case dei romani

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Tra sei mesi i romani potranno bere l’acqua del Tevere. L’ACEA ha in progetto entro 180 giorni di mettere in funzione un impianto di depurazione tra l’Urbe e il deposito ATAC di Grottarossa che renderà potabile l’acqua del fiume, garantendo una portata di 500 litri al secondo in grado di soddisfare 400 mila romani. Il depuratore di Acea costerà 12,2 milioni di euro e ha già ottenuto il via libera anche delle autorità sanitarie. I numeri dei documenti allegati alle planimetrie, racconta oggi Repubblica Roma, rendono le dimensioni dell’operazione: l’impianto in costruzione sulle rive del “Biondo” ingurgiterà il torbido del fiume e lo restituirà alle condotte della Città Eterna. «L’intervento — come si legge in una lettera inviata da Acea Acqua al Campidoglio, alla Pisana e a palazzo Valentini — riguarderà l’area centro-nord della città di Roma (circa 400 mila abitanti coinvolti) la cui alimentazione idrica verrà integrata nei prossimi mesi con una quota non trascurabile di acqua del Tevere».

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Nelle previsioni dei tecnici interpellati durante la conferenza dei servizi, gli stessi secondo cui «i lavori da realizzare rivestono carattere d’urgenza al fine di far fronte a situazioni permanenti di scarsità della risorsa idrica», il depuratore entrerà in azione soprattutto a giugno e settembre. Nei mesi più caldi, prima e dopo le ferie, quando la città è ancora in piena attività. Quando l’acqua del Peschiera, la fonte che da sola soddisfa il 78 per cento delle necessità della capitale, non basterà più.

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