Economia

Cantone boccia l’ATAC: concordato a rischio?

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Qualche tempo fa i politici del M5S Roma esultarono per un rapporto dell’ANAC in cui si evidenziava i risultati significativi raggiunti nelle gare d’appalto, ora più trasparenti di prima. Quindi c’è da scommettere che i vari Enrico Stefàno, Linda Meleo e Virginia Raggi oggi pubblicheranno su Facebook il rapporto dell’authority di Raffaele Cantone sulla proroga della concessione del servizio regalata ad ATAC in vista del concordato. Il Messaggero oggi infatti ci racconta come la pensa l’ANAC su quella proroga già bocciata dall’Antitrust in un documento di 24 pagine di cui nessuno dei politici M5S ha fatto sapere nulla.

Anche il pool di Raffaele Cantone boccia l’operazione voluta dal M5S, scrivendo di «gravi perplessità» e «seri dubbi sulla legittimità della proroga» anche per quanto riguarda il rispetto della disciplina dei contratti. Uno sgarro pericoloso, peraltro in favore di una società colabrodo i cui livelli (e costi) di servizio «non si sono mai allineati» agli standard pattuiti. Parole di cui i giudici del Tribunale fallimentare, il cui verdetto è atteso in queste settimane, dovranno tenere conto.

Dopo un’istruttoria di sei mesi, l’Anac ha ricostruito la spirale della crisi che ha portato la più grande partecipata dei trasporti d’Italia a un’incollatura dalla bancarotta. Un’azienda che ha divorato miliardi di soldi pubblici per anni, senza che nessuno, in Campidoglio, controllassi- davvero come venissero spesi. Questo sostengono gli esperti dell’Ufficio “Vigilanza sulle concessioni dei servizi” dell’Autorità, denunciando una «inerzia amministrativa pluriennale», una negligenza «che ha inficiato ogni principio alla base della contrattualistica pubblica», dove il compito di un buon amministratore locale sarebbe quello di verificare che «la distribuzione delle risorse sia trasparente, efficace ed efficiente».

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Il tribunale fallimentare e il concordato ATAC (Corriere della Sera, 24 marzo 2018)

Il rischio è che i giudici, dopo il parere dell’Anticorruzione, si muovano proprio nei confronti del concordato ATAC:

Sembrerebbe, scrive l’Anticorruzione, «che i controlli effettivi sulle decisioni strategiche e sulle singole decisioni di gestione si siano limitati, nel corso degli ultimi anni, a foto- grafare la situazione di dissesto aziendale, poi affrontata solo nel settembre 2017, col ricorso alla do- manda di concordato e la contestuale estensione del contratto di servizio tra Roma Capitale e Atac» fino al 2021. Questa proroga biennale, che la giunta M5S giudica fondamentale per evitare il fallimento del concordato e il collasso dei trasporti pubblici, è stata già bocciata dall’Antitrust, ricorda l’Anticorruzione.

L’Autorità garante della concorrenza a maggio si è rivolta ai giudici amministrativi segnalando un «eccesso di potere» del Campidoglio e «il perseguimento di finalità estranee all’interesse pubblico generale», aggiungendo che le ipotesi alternative al concordato – un’amministrazione straordinaria o l’esercizio provvisorio – garantirebbero meglio la continuità dei servizi. Anche il Tribunale civile ha smontato la tesi per cui, senza il concordato, bus e metro si fermerebbero di colpo, perché trattando- si di un servizio pubblico essenziale, per legge sarebbe comunque garantito «fino al subentro di un altro soggetto aggiudicatario della gara». L’Anac ora aggiunge che la proroga avrebbe potuto essere consentita solo «nelle more dell’espletamento» di una procedura pubblica.

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